Quei versi erotici tradotti dalla discendente di Maometto

Sarà anche un luogo comune, ma a volte soltanto la poesia - nella sua universalità - è capace di avvicinare mondi e culture diverse, scavalcando le barriere ideologiche, politiche, religiose. L’esempio più recente, e a suo modo «unico», è un libro di versi d’amore di Sebastiano Grasso, poeta, critico e «Signore dell’arte» del Corriere della sera, che con la forza della parola poetica ha spezzato pregiudizi e tabù altrimenti insormontabili.
Si intitola L’alfabeto si spoglia ed è pubblicato dalla casa editrice siriana Attakwin. Ma ha due particolarità: la prefazione è di Adonis, il maggior poeta arabo contemporaneo; e la traduzione dall’italiano all’arabo è di Hadam Oudghiri, nientemeno che una discendente del Profeta. Il libro contiene cento poesie scelte: 60 dell’ultimo libro di Grasso (Tu, in agguato sotto le palpebre, che in questi giorni esce anche in Svezia nella traduzione di Ulla Åkerström e con la prefazione di Jesper Svenbro per le edizioni 2 Kronors Förlag) e 40 tratte da quattro libri precedenti, editi in Italia da ES (Il tuo pube nero befferà la morte, 2000; Sul monte di Venere, 2002; La preghiera di una vergine, 2004; Il talco sotto le ballerine, 2006). Sono versi d’amore con alte punte di erotismo, nella tradizione della grande poesia araba.
Ma, come gli ultimi avvenimenti drammaticamente insegnano, è meglio non correre rischi. E, così, l’editore siriano, per la scelta antologica e per la traduzione, si è affidato a una discendente di Maometto. «Nella vita di ogni giorno - scrive Adonis nella prefazione - esiste un vuoto che si colma veramente soltanto con la bellezza, precisamente con la bellezza della donna: non di una qualsiasi, ma di quella amata e innamorata». Allo stesso modo, libri come questi dimostrano che nella vita di ogni giorno esistono «muri» che si abbattono soltanto con la bellezza della poesia.