Quei viaggi sentimentali nella vecchia Europa unita

Avvicinandosi il centenario del Manifesto marinettiano, si riaccende il fascino prepotente dell’invettiva futurista contro «l’ossessione dell’antico». Eppure, appena un decennio dopo, sarà il proclama del «ritorno all’ordine» a segnare l’arte europea del ’900. Con un saggio di limpida scrittura Elena Pontiggia, critica e storica dell’arte, indaga sul reale significato di classicità, classicismo e tradizione nell’arte fra le due guerre (Modernità e classicità, Bruno Mondadori, pagg. 233, euro 28), sottolineando come il no delle avanguardie sia rivolto innanzitutto contro l’accademismo ottocentesco. Il Novecento invece, Picasso in testa, reinterpreta la tradizione senza negare il futuro.