Quei vigili imprigionati in ufficio

Finalmente è tutto chiaro, ora sappiamo perché nelle strade di Milano non si vedono vigili. Lo sappiamo grazie al clamoroso autogol di un «dirigente sindacato autonomo Polizia locale», il quale, con una lettera al Corriere della Sera, ha confermato una diffusa sensazione. Ha dato cioè una spiegazione che, in fondo, i milanesi già conoscono: per le strade si vedono pochi ghisa perché troppi si rintanano negli uffici. Infatti nel raggelante idioma sindacal-burocratico, il «dirigente» spiega, in sintesi, che su un organico di 3.000 unità (ma in realtà sono di più) per ragioni di turni «avremo un totale di 1.890 operatori in servizio nelle 24 ore», dei quali «1.690 tra le 7 e le 20, un dato a cui va sottratto il numero degli operatori impiegati in ufficio che riduce la massa operativa sulle strade a solo 595 persone». Sì, avete letto bene: nelle ore centrali della giornata le vie di Milano sono presidiate da meno del 20 per cento dei vigili in forza al Comune. E questo per le ragioni che avete sempre immaginato: perché poco meno del 40 per cento degli «operatori» se ne stanno rintanati in ufficio. Naturalmente il «dirigente sindacale» non ci risparmia la cavatina sociologico-buonista a base di «crediamo anche nell'opera di prevenzione attraverso il contatto con la cittadinanza» - e come poteva essere diversamente? Ma il «dirigente» ha anche la soluzione, semplice semplice: «portando l'organico a 5.000 operatori si otterrebbe un'efficacia maggiore». Già, e perché non 7.000? E poi è sicuro? O avremmo semplicemente più «operatori» negli uffici? Nella nostra ingenuità, noi continuiamo a pensare che anche nel terzo millennio il compito principale, direi quasi istituzionale dei vigili sia quello di stare nelle strade e non davanti a un computer. Ma il candore con cui ci vengono fornite queste cifre mostra che evidentemente ci sbagliamo. Chi ha nostalgia del ghisa del bel tempo andato, quando era amato dai milanesi semplicemente perché faceva il suo mestiere, si rassegni: oggi abbiamo a che fare con «operatori» ipersindacalizzati per i quali i problemi organizzativi si risolvono solo aumentando «la massa operativa». A spese dei cittadini, naturalmente.