Quel 30enne planato a sorpresa su una poltrona pesantissima

Fino a quando il sindaco Giuliano Pisapia lo ha nominato assessore (fra l’altro) ai Trasporti, l’unica proposta sul tema di Pierfrancesco Maran erano i radiobus notturni per raccattare i ragazzi davanti a discoteche e locali. Un po’ poco per giustificare una poltrona da far tremare i polsi al politico più incallito. Mistero. Così come un mistero avrebbero potuto essere quelle 3.530 preferenze che alle ultime comunali hanno catapultato un giovane di appena 31 anni al quinto posto alle spalle di big come Silvio Berlusconi, Stefano Boeri (sostenuto dal Pd) Matteo Salvini e Riccardo De Corato. Ma su Maran aveva puntato un uomo forte del partito come Penati. Che ora tutti scaricano, ma che nel Pd in questi anni ha contato. Eccome. E alle ultime elezioni ha deciso di investire proprio su Maran. Ottima immagine, faccia pulita, dimestichezza con i nuovi media, una carriera politica nata al liceo Volta, una laurea in Scienze politiche alla Statale con una tesi sull’Ucraina dall’indipendenza alla rivoluzione arancione. Alla casella lavoro solo un generico «consulente aziendale». E «attività politica».