Quel biblico serpente della signora Ciccone

Ill.mo Direttore, domenica 6 agosto nella città di Roma vi è stato il concerto, si fa per dire, della cantante americana Veronica Ciccone. L'esibizione di questa signora è stata da quasi tutti i giornali in qualche modo apprezzata.
Questo spettacolo, è stato definito dal Vaticano «una sfida blasfema alla fede e una profanazione della croce». La finta crocifissione nella Roma dei papi e dei martiri è un insulto a Cristo ed alla sua Chiesa. È vergognoso che la morte di Cristo venga derisa proprio nella sede del cattolicesimo senza che le solite prefiche del laicismo dicano una parola almeno in difesa della decenza. Se dell'anticlericalismo da strapazzo siamo abituati dai soliti omuncoli nostrani, l'offesa a Cristo non può essere ammessa. Ci risulta che la signora Ciccone abbia abbandonato il cristianesimo per abbracciare la religione ebraica. Riteniamo che le sue scelte siano dettate da motivi commerciali e non dalle sue nuove credenze.
Comunque, coloro che hanno modo di contattarla dovrebbero suggerirle di cambiare registro per evitare sgradevoli collegamenti.
La Tv ha per decenza fatto vedere solo alcune inquadrature dove la Ciccone in calzamaglia con movenze provocanti da spogliarellista in mezzo ad un rumore assordante urlava cose quasi sempre incomprensibili. Solo una società volgare come la nostra, questi spettacoli, assai simili ai sabba medievali, può definirli arte. L'inappropriato nome d'arte che si è attribuito la signora Ciccone non può certo ricordare le gentildonne del passato assai più colte e raffinate. L'unica cosa che la signora Ciccone con la sua calzamaglia può fare è rappresentare il biblico serpente che porge la mela alla ingenua Eva.
Cordiali saluti.
Presidente
Cattolici Genovesi