Quel buco nero a centrocampo...

Buon viso a cattivo gioco. Che altro si può fare? Siamo vivi, ed è già qualcosa. Sopravvissuti a due mesi di gambe molli e idee confuse. Siamo vivi e siamo lì, a giocarci il quarto posto con quelli che - possiamo dirlo - oggi lo meritano forse più di noi. Non abbiamo mollato domenica sera dopo i colpi di karate dell’Inter, non lo abbiamo fatto dopo la disfatta col Palermo, figuriamoci se possiamo farlo oggi, dopo che - bene o male, più male che bene - tre punti per staccare la Roma e restare aggrappati al Genoa ce li portiamo a casa. Siamo vivi, e proviamo a fare buon viso a cattivo gioco. Cattivissimo gioco. Un solo tiro in porta nel primo tempo. Erroracci, palle perse, amnesie, attacchi di broccaggine che colpiscono anche i campioni. E quel buco nero che a centrocampo inghiotte fior di giocatori. Noi Prandelli non lo molliamo, ma lì in mezzo si dovrà cambiare subito. Quel Santana dietro le punte era già un esperimento. E non sempre ha funzionato. Ora Montolivo, Melo e Jorgensen si pestano i piedi e si confondono le idee. Il danesino almeno resta lucido, gli altri due non sembrano neanche loro. Quei fischi fanno male ma ci stanno. Altro dito nella piaga: quanto ci farebbe comodo ora Pazzini? Lasciamo la risposta ai criticoni a tutti i costi. Società, squadra, allenatore. E anche tifosi. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, insomma. Allora facciamo buon viso a cattivo gioco e andiamo avanti.