Quel campetto di calcio che nessuno vuole

L’esempio che viene

dalla Lombardia
Egr. Direttore, ho appreso recentemente che il Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha deciso che per tale regione, dal prossimo anno, i cittadini non pagheranno più né la famigerata tassa Irpef né il ticket sanitario da 10,00 euro. Tale notizia è stata resa nota con un servizio molto ampio anche dal TG5 di prima serata, rallegrandomi non poco. Ovviamente ho paragonato la gestione di tale regione con la nostra, la Liguria, che è in balìa di molte tasse aggiuntesi da poco come, a parte l'Irpef, l'addizionale comunale, l'Ici ed il ticket sanitario (ticket che non viene pagato invece dagli over 60, mentre i giovani devono pagarlo a prezzo pieno). Mi domando se è un caso che la nostra regione sia sempre stata governata da giunte di sinistra che non hanno fatto altro che livellare la produzione, semmai ce ne sia stata. Ne deduco che questa situazione rispecchia quella nazionale. Penso che sarebbe una buona norma per tutti seguire i buoni e validi esempi.
Roberta Bartolini
Genova
Il crociato Odifreddi contro la Chiesa
Le crociate contro chi fa il bene e quindi contro la Chiesa sono molto forti oggi, Odifreddi è il primo paladino (o signore del male?). Ora non verrà a dirci che anche la dittatura di Hitler era colpa della chiesa, e magari pure i gulag e già che ci siamo pure l'11 settembre? Un saluto speciale ad Andrea Macco, bravo per i suoi articoli. Non avendo la sua mail spero possiate girargli i miei complimenti.
francescoillarcio@libero.it
Francesco Illarcio

Per un centro storico

più bello e pulito
Caro dottor Lussana, da un anno e mezzo vivo a Genova in zona Caricamento e sono contento di questa scelta, non solo perché mi legano ricordi di gioventù e lontane tradizioni familiari, ma perché dopo i grandi lavori degli ultimi decenni è diventata una città splendida o quasi. A parte che c'è ancora molto da fare per completare il progetto dell'arch. Piano (come l'eliminazione di quello scempio che è la sopraelevata), ma ci vorrebbe più cura quotidiana e più attenzione sia da parte dei cittadini liguri e meno liguri, sia da parte dei visitatori, talvolta turisti educati, altre volte orde di barbari, ma anzitutto da parte dei governanti e di coloro che debbono applicare quanto da questi stabilito (vigili, funzionari, responsabili dell'igiene pubblica ecc.). Ci sono alcune zone del Centro Storico tenute bene come via San Lorenzo e le strade adiacenti, via Garibaldi, via Luccoli e perfino via dei Macelli di Soziglia, pur frequentata da un pubblico alquanto ... eterogeneo. La nuova Amministrazione sta sicuramente facendo degli sforzi maggiori a quella precedente e abbastanza regolarmente alcune strade e vicoli vengono lavati con grandi getti d'acqua, però per il quotidiano non è sufficiente. I vicoli laterali di via San Luca, i portici di Sottoripa ed i piccoli vicoli limitrofi, la zona di via del Campo e quella di via Pré, fino a quei gioielli che sono la Commenda e la chiesa di San Giovanni, sono spesso in uno stato deplorevole, dovuto sicuramente all'inciviltà di parte degli abitanti e dei passanti. La zona per il deposito delle immondizie di piazza Caricamento ed in particolare il nuovo Vespasiano sono spesso indecenti e maleodoranti: accanto c'è il posteggio dei bus che portano i turisti all'Aquario! Perché non si può migliorare questa zona, che è una delle più belle, come si è fatto altrove? Mi permetto di ricordare che la carriera politica dell'ex presidente della Francia, Jacques Chirac, iniziò da Parigi, che egli in quanto sindaco riuscì a ripulire in un tempo abbastanza breve iniziando così la rivalutazione di quella metropoli. Con la solo pulizia non si risolvono certo tutti i problemi, ma è un segnale d'inizio poco costoso, che pian piano cambia anche la mentalità delle persone: basterebbero un paio di squadre che con ramazza e carrello girino per i vicoli, raccolgano le cartacce, le bottigliette ed i sacchetti abbandonati, controllino i cestini dei rifiuti pieni e segnalino alla centrale quanto loro non riescono a fare; basterebbe qualche sistema di disinfezione per il vespasiano e qualche controllo degli addetti (a Parigi c'erano i bagni pubblici con le famose «madame pipi» che curavano i luoghi) e, last not least, dei posacenere accanto ai cestini per evitare la «moquette» di cicche. In certe città di cultura anglosassone ci sono le multe per chi insozza: potrebbe essere un modo per autofinanziare l'operazione.
Clemente Carlo Kaiser
Un unico segretario

a Pieve e Bogliasco
Caro Lussana, dopo la denuncia degli sprechi «istituzionali» portata a conoscenza degli italiani dai giornalisti Rizzo e Stella, enfatizzata con la solita foga dal moderno tribuno della plebe, Beppe Grillo da Savignone, e poi descritta, a mio avviso magistralmente, anche dal Giornale, finalmente una buona notizia. Le Amministrazioni di Pieve Ligure e Bogliasco si sono accordate per usufruire di un unico segretario comunale. Si vocifera addirittura che l'accordo potrebbe estendersi ad un terzo Comune limitrofo. È buona cosa ricordare che Pieve Ligure è retta da una lista civica vicina al centrodestra, e Bogliasco dall'Unione, centrosinistra. Che le urla isteriche di Grillo da Genova siano arrivate fin là? Saluti
Camogli
Il ritardo

per colpa delle poste
In relazione al reclamo inoltrato all’Assessorato ai Trasporti dell’Amministrazione Provinciale, circa disservizi riscontrati nei collegamenti del «Bacino di utenza T» (Tigullio), ritengo doveroso far seguito alla lettera da Voi pubblicata in data 16 ottobre u.s., per informare codesta Redazione che nella stessa data mi è giunta cortese risposta.
Vorrei precisare che la forma usata, non propriamente complimentosa, era dovuta specificamente al mancato riscontro da parte dell’Assessorato.
Detto riscontro, al di là dei tempi postali, si era fatto attendere per oltre un mese, stimolandomi all’inoltro della mia comunicazione alla stampa.
Grazie e cordiali saluti.
Franco Ferrara
Il volo privato

dell’onorevole Letta
In data 12 ottobre è apparso a pag. 32 del Secolo XIX un resoconto della presenza a Genova del Sottosegretario Enrico Letta in occasione delle primarie del Pd.
In un inciso è scritto che «è arrivato a Genova (e subito ripartito in automobile, perché oggi c’è riunione di governo)» il che non corrisponde alla realtà. Infatti la sera di giovedì 11 ottobre ero con mia moglie all’aeroporto e alle 22.45 circa ho potuto vedere personalmente Letta che è partito con un aereo executive «privato» quale unico passeggero.
Mia prima considerazione. Il volo «privato» sarà stato senz’altro più che lecito, ma - posso chiedere - è possibile sapere chi l’ha pagato? Letta è un personaggio pubblico e se un amico industriale o un ente qualsivoglia si è accollato le spese, può un cittadino conoscere il nome del munifico sponsorizzatore? Seconda considerazione. Perché l’estensore dell’articolo ha aggiunto una notizia inveritiera che tra l’altro non serviva assolutamente quale integrazione del contenuto della notizia principale? Porgo distinti saluti.
Paolo Bottaro
Una questione

di dignità nazionale
Egregio direttore, non è soltanto una questione di sicurezza, è anche soprattutto una questione di dignità nazionale: una donna viene aggredita, stuprata e massacrata di botte ed il suo corpo gettato in un fosso. Dopo qualche giorno di coma la donna muore. L’assassino di questa storia ha un nome: è solo un rifiuto della società ma ha anche dei complici visto che è accaduto a Roma e sono: il tanto elogiato sindaco Veltroni e con il suo predecessore Rutelli entrambi troppo impegnati a costruire le loro personali carriere politiche, a partecipare a cerimonie, a stringere mani di illustri ospiti stranieri e magari anche ad organizzare (facendoli pagare ai cittadini) «notti bianche» e inutili festival cinematografici per accorgersi del degrado che colpiva la loro città. Complici sono poi coloro che hanno spalancato le braccia all’immigrazione selvaggia sperando di rimediare in questo modo nuovi elettori di bocca buona per sostituire gli italiani a cominciare da Romano Prodi che guida un governo che fa gli interessi degli immigrati avendo addirittura contribuito a creare in Italia un razzismo al contrario dove i vessati siamo noi italiani.
Complici sono poi quei buonisti da quattro soldi che in nome di una improbabile società multietnica lasciano mano libera alla feccia che viene in Italia perché sa che qui le leggi sono inefficaci, che la polizia ha le mani legate, che le sentenze sono spesso benevole e comunque l’espulsione è sempre molto teorica. Occorre prendere il toro per le corna. Non è possibile che l’Italia venga totalmente trasformata in approdo da Terzo Mondo, in baracche e bidonvilles.
Non è più possibile spacciare queste porte aperte - volute dai negrieri del lavoro, dai mercanti di schiavi e schiave, da padroncini senza scrupoli, o dai chierici e dai radical-chic nel nome delle cosidette «tolleranza» e «integrazioni» in un imprescrittibile «dovere di accoglienza».
Massimo rispetto per chi lavora e contribuisce alla prosperità comune. Massimo disprezzo e rifiuto per chi delinque o per chi lucra sulla schiavitù.
Con la stima di sempre, le porgo i miei più distinti saluti.
dr. Mario Troviso
coordinatore provinciale
Forza Nuova Genova