Quel cancello che si apre per fare multe

Il caso di ponte Calì, senza sbocco ma con divieto di sosta

Riccardo Re

Un cancello insormontabile, invalicabile, dietro al quale si vede ma oltre al quale non si può passare. Ma anche un cancello misterioso visto che non si conosce affatto la sua utilità e soprattutto perché ormai è chiuso da anni. Nessuna metafora, nessuna immagine romantica, ma un cancello vero, freddo, di acciaio che inspiegabilmente sbarra a metà via Francesco Calì, il ponte davanti allo stadio di Marassi, quello che dovrebbe unire via del Piano con via Moresco.
Ma inspiegabilmente, quel cancello nelle scorse settimane si è aperto. Non si sa da chi, non si sa perché ma ben si sa quanto sia costata questa apertura straordinaria. Molto, visto tutte le multe piovute sulle macchine che erano lì parcheggiate. In effetti quale può essere l'utilità di una via che non collega, non unisce, non permette di essere attraversata né da pedoni né da automobili? Quella del parcheggio naturalmente e gli abitanti della zona che vedevano quel cancello chiuso da anni lo avevano ben capito. Parcheggio anche pedonale visto che non è raro vedere, davanti al cancello, anche clochard, comodamente distesi a dormire, ben consapevoli che tanto di lì non sarebbe passato proprio nessuno. I residenti accusano, da un paio d'anni, «da quando hanno rifatto le fognature e le cancellate per lo stadio, quel ponte è stato inspiegabilmente diviso in due!».
Anche la cartellonistica è un mistero. In effetti vi sono due segnali, da un lato, verso piazzale Atleti azzurri d'Italia, vi è divieto di sosta e di fermata. Dall'altro invece, vi è un divieto di sosta nelle cinque ore che precedono la partita. I multati però accusano: «uno, il giorno delle multe non c'era nessuna partita; due, quei cartelli sono stati messi dopo che sono state date le multe e quando inspiegabilmente quel dannato cancello è stato richiuso». Ma la gente è inferocita, molti accusano il Comune «questo è un alimento gratuito che hanno deciso di prendersi. Ora lo hanno richiuso e quando serviranno altri soldi, magari fra un anno, riapriranno il cancello per festeggiare un'altra giornata di multe». Altri ancora ironizzano: «E noi che credevamo che il custode di quel cancello fosse andato in pensione...».
Paradossale però è il segnale «senso unico» (da via del Piano a via Moresco) quando più che via a senso unico si tratta di vicolo cieco. Anche in merito alla segnaletica orizzontale c'è chi ha da ridere: «Anche i segni dei parcheggi li hanno tratteggiati solo dopo il 21 aprile, giorno in cui ho preso una multa per divieto di sosta. Ma perché li hanno tratteggiati solo da un lato? Perché non è possibile parcheggiare anche dall'altro, visto che in questa via non ci può passare proprio nessuno e certamente non servono due corsie?» esclama un residente della zona.
Ma la gente esasperata nel non trovare parcheggi sembra ormai aver fatto finta di niente, delle multe e dei «nuovi» cartelli e in via Cali è tornata a parcheggiare, su entrambi i lati... almeno fino alla prossima multa.