Quel cane di 80 chili comprato sul web

Lo chiamano e-commerce. Che in parole povere significa: acquistare e vendere via internet. Cioè, senza vedere fisicamente, stimare, magari tastare e, quindi, formarsi un’opinione prima del clic sul «sì». Hai voglia di raccomandare prudenza, per i siti che promettono l’anima gemella, creme per muscoli d’acciaio, pillole per superprestazioni sotto le lenzuola, o viaggi in località da sogno che si rivelano inesistenti! Di solito, uno che si mette davanti al pc per fare la spesa non spegne l’interruttore senza aver acquistato qualcosa. Dev’essere successo così a quel giovane della Spezia che, cerca e ricerca per trovare un cane di gradimento, è andato oltre le previsioni. E s’è fatto spedire un pastore del Caucaso di 80 chili.
L’animale è arrivato regolarmente a destinazione, ma come un pacco postale. E si sa come viaggiano le poste in Italia... Il cane ha manifestato chiaramente le proprie lamentele, prima durante il trasferimento dalla casa del precedente proprietario, un ingegnere di Milano, poi, al momento di uscire dalla cassa-prigione per essere inghiottito, altre tre ore, nel ripostiglio di un furgoncino, in quanto presentava segni di insofferenza. Insomma, il caucasico di taglia forte, pur senza accennare a gesti aggressivi, ha letteralmente terrorizzato il nuovo proprietario. Da lì a capire che quella massa di carne e rabbia (giustificata) non era fatta per lui è stato un attimo: il giovane ha provato, per la prima volta forse in vita sua, a riflettere, poi s’è reso conto che era impresa impossibile e ha chiesto aiuto all’ufficio tutela animali. Sono intervenuti due vigili motociclisti e i veterinari della Asl per addormentare e ricoverare l’animale in un canile (sempre meglio, comunque, che a casa del padrone mancato). La dirigente dell’ufficio tutela animali della Spezia, Antonietta Zarrelli, non ha nascosto la preoccupazione: «La legge riconosce i cani animali senzienti con emozioni e sentimenti - ha ricordato -. Non possono essere venduti come pacchi». Soprattutto a internauti dell’e-commerce che mostrano una sensibilità prossima all’imbecillità.