Quel che non sanno di Rudy Giuliani

Blame America first, per prima cosa prenditela con l'America, look up to America when you are lost, ricorri all'America quando sei alla frutta. Solo così riesco a spiegarmi la spudoratezza con la quale il governo Prodi, nella persona del ministro Giuliano Amato, con una piroetta da acrobata sia passato dal lassismo del «meglio il velo delle veline», dalle pacche sulle spalle ai fondamentalisti dell'Ucoii, dai colti dibattiti sui piromani terroristi, insomma da una politica di indifferenza e lassismo verso i crimini enormi, alla tolleranza zero, sul modello di Rudy Giuliani.
O forse è proprio per questo, perché di quel modello prima i sindaci dell'alleanza di governo, poi lo stesso governo, hanno pretestuosamente deciso di prendere solo le scelte pur sacrosante sulla microcriminalità, facendole passare per sufficienti, pensando così di ottenere un duplice risultato: allontanare l'attenzione dalla grande criminalità organizzata e dalla resa del Paese all'Islam estremista, riguadagnare consensi popolari che sono confermati ogni giorno in perdita anche nei numeri dei loro sondaggisti. Questa disinvolta operazioncina avviene naturalmente nell'ulteriore finzione sulla natura composita e fortemente radicalizzata dell'alleanza di governo. Tacerò sul paragone che Walter Veltroni ha sognato di fare tra il Partito Democratico chissà come nascituro e la vittoria di Bill Clinton nel 1992, non per pudore, perché spero presto di dedicargli un articolo tutto suo.
Qui vorrei solo ricordare chi è stato Rudy Giuliani per New York, chi potrebbe ancora essere nel 2008, tanto per cominciare un avversario all'altezza di Hillary Clinton, se il partito repubblicano non lo farà stupidamente fuori, ascoltando i bigotti e i teocon che infestano pure casa nostra.
1) Spesa pubblica: Rudy Giuliani da sindaco ha risanato le casse di New York, eliminando programmi inutili. Ha ridotto del 20 per cento la burocrazia cittadina, ma non ha toccato il numero di insegnanti e poliziotti.
2) Tasse: Giuliani ha tagliato 23 volte le tasse cittadine. I contribuenti hanno risparmiato oltre 9 miliardi di dollari. Anche oggi Rudy Giuliani è l'unico campione della reaganomics, «perché l'ha attuata e ha visto che funziona».
3) Guerra al terrorismo: la pensa proprio come Bush, si deve insistere e andare avanti perché «la libertà vincerà questa guerra di idee, l'America vincerà la guerra contro il terrorismo».
4) Irak: proprio per questo, Giuliani pensa che «fissare un calendario artificioso per il ritiro dall'Irak sarebbe un errore gravissimo, perché incoraggerebbe i nostri nemici. L'Irak è solo un fronte del più ampio conflitto contro il terrorismo. Un fallimento in Irak condurrebbe a una guerra regionale ancora più estesa e più sanguinosa».
5) Sicurezza: siamo al punto che tanto piace ad Amato, come se potesse essere estrapolato, sradicato da tutto il resto. Quando nel novembre del 1993 Giuliani è stato eletto sindaco, a New York c'erano 2000 omicidi all'anno. Mandando molti poliziotti nelle strade, sottratti a lavori d'ufficio, scorte neanche a parlarne, e molti più delinquenti in carcere, Rudy ha dimezzato i crimini e ridotto di due terzi i morti. I vagabondi che nelle amministrazioni democratiche precedenti si piazzavano gratis nei dormitori e mangiavano a sbafo con i food-stamps, i buoni gratuiti della City, sono stati invitati ad andare a lavorare, a pulire parchi e strade, oppure a trovarsi un altro posto. Scomparsi. Sotto l'amministrazione Giuliani, New York è diventata la metropoli più sicura degli Stati Uniti, ma se la cava molto bene anche nelle classifiche mondiali. Da allora i molto liberal abitanti di New York hanno scelto un altro repubblicano, Michael Bloomberg, per due volte.
6) Educazione: come sindaco, Giuliani ha riformato il più grande sistema scolastico pubblico del Paese, più di un milione di studenti. Lo ha fatto sostenendo la libertà di scelta nell'educazione, pubblica e privata sullo stesso piano, perché è uno dei più importanti diritti civili contemporanei.
7) Aborto: Giuliani è favorevole, anzi è pro choice, a favore della scelta della donna, che ritiene un dilemma morale da rispettare. Perciò la destra religiosa non lo ha mai amato. Da sindaco non se ne preoccupava, oggi tiene a ricordare che durante i suoi due mandati «è orgoglioso di aver visto aumentare del 66 per cento il numero delle adozioni e diminuire gli aborti del 16 per cento».
8) Diritto al porto d'armi: Giuliani si dichiara un deciso sostenitore del diritto al porto d'armi dei cittadini americani.
10) Matrimonio gay: pur preservando la santità del matrimonio tra un uomo e una donna, Giuliani sostiene che debbano essere garantiti diritti e tutele a quelle coppie che convivono in modo stabile.
Potrei anche raccontare di quella volta che c'era l'Assemblea delle Nazioni Unite e Yasser Arafat era invitato d'onore, con il rango di presidente. Ma la sera a teatro l'ospite era il sindaco di New York, e Giuliani non lo fece entrare. «Per me lei è un capo terrorista, che ha ordinato l'uccisione di un cittadino americano». Si misero in mezzo diplomatici di mezzo mondo, Washington in testa. Niente da fare. Di tutte le volte che ha marciato con Israele e per Israele con la kippa in testa, lui cattolico, quando nel resto del mondo non era ancora di moda. Di quando ingaggiò un braccio di ferro che sapeva suicida con il Moma, il museo d'arte moderna, per una Madonna con sterco d'elefante che a lui sembrava solo oltraggio e oscenità, altro che arte. Infine, di una volta che a passo di marcia percorremmo la Fifth Avenue per una delle tante parate. Lui era stato appena eletto, conservo la fotografia, discutiamo animatamente sulla pena di morte. Lui argomenta bene, anche raccontando il suo mito americano, la vita del padre venuto da Avellino a scavare per costruire la ferrovia, a vivere fra la polvere nella strada, perché il figlio doveva diventare un grande avvocato. Io me la cavai bene a controbattere, oggi ho molte meno certezze di allora. Meglio che non ne coltivi anche Giuliano Amato. La teoria delle finestre rotte, partire dal basso per colpire in alto, non si ferma a lavavetri e graffitari.
Maria Giovanna Maglie