Quel cippo a Giuliani inneggia alla rivolta

L’idea del Comune «progressista» non è condivisa dalla città

Egregio Direttore Lussana, pur essendo in ferie riesco a leggere il nostro e il suo Giornale ogni giorno. Le sottopongo alcuni pensieri, sparsi, ma connessi.
Il primo è il disgusto totale per l’idea così meravigliosamente progressista del nostro amato Comune di costruire il «cippo Giuliani». Io propongo invece la distruzione dello stesso oggetto fino a quando non verrà loro voglia di smetterla di erigere monumenti inneggianti alla rivolta contro le Istituzioni.
Sono certo di trovare amici tra le Forze dell’Ordine e tra le persone moderate che ne hanno pieni gli... «zebedei».
Altra chicca: il sì dell’Asl alla costruzione della moschea. Suggerisco l’illuminante lettura del best-seller di Magdi Allan in cui l’autore, tra altre strabilianti verità, dette da un musulmano e non da un plutocrate-sionista-filoamericano, ricorda che, mentre nel cattolicesimo è previsto l’incontro della Messa in chiesa come elemento fondamentale, per i Musulmani la moschea è un optional, perché possono pregare cinque volte al giorno ovunque si trovino.
Quindi perché regalare loro un qualcosa di superfluo, senza avere in cambio la costruzione di chiese cattoliche nei loro dannati Paesi e con l’ormai acclarata certezza che le moschee stesse sono veri e propri covi di fondamentalisti, così come le madrasse, le scuole dove l’unica materia di studio insegnata è il Corano?
Un’ultima annotazione: darei tutto il rilievo possibile, (e aggiungo il mio modesto contributo di assoluta ammirazione quasi stupefatta, specie se confrontata con la pochezza di attributi dei nostri politici) all’azione - credo senza precedenti - di Ariel Sharon, che gli uomini di sinistra di ogni tipo considerano una specie di pazzo dottor Stranamore, quasi peggiore di George Bush.
Ebbene, questo Signore ha liberato parte delle terre richieste da Santi Palestinesi, cacciando via i suoi propri correligionari, concittadini, elettori. Il tutto con una dolorosa compostezza e decisione che mi fanno urlare: «Viva Israele, unica democrazia mediorientale, e grazie a Papa Benedetto XVI che proprio in “casuale“ coincidenza ha urlato al mondo che cattolici ed ebrei devono avere un percorso di amore e rispetto reciproco».
Grazie per aver ascoltato un po’ di pensieri estivi e, come al solito, buon lavoro!