Quel colloquio col vice Sacchetti: «Non contano soltanto i numeri»

da Roma

Le intercettazioni telefoniche tra Francesco Castellano e Giovanni Consorte e, in particolare, una telefonata dell’ex-presidente dell’Unipol al suo vice Ivano Sacchetti, rivelano anche particolari inediti sulle modalità della scalata alla Bnl e sui rapporti con Consob e Bakitalia che devono autorizzare l’Opa. Si parla di pressioni, di motivazioni politiche che stanno dietro l’operazione, di accordi o promesse non mantenute, di minacce, di inaccettabili reticenze da parte di chi, inizialmente, sembrava aver dato il via libera. È il 12 luglio, ore 22.20. Il numero uno di Unipol è molto arrabbiato perché incontra ostacoli e non riesce a parlare con «il presidente» per superarli. «L’ho cercato tre volte - spiega Consorte a Sacchetti- e lui non mi risponde». Il manager riferisce del suo ultimo colloquio con questa persona: «Ho detto: “Presidente, io capisco tutto, però, di fronte a questa cosa, lei capisce che non possiamo andare avanti, devo convocare i consigli... E dire che c’è questo problema”. Allora, s’è cominciato un po’ ad agitare e ha cercato una specie di mediazione, di posizione più morbida. E poi, sai, gli altri possono aggredire, ma possiamo aggredire anche noi eh!».
Sacchetti concorda. Anche lui gli ha detto «che la colpa, se non la facciamo, è sua!». E aggiunge: «E quindi deve ragionare anche in termini politici, perché non può stare solo dietro a dei numeri, che tra l’altro sono tutti da definire, non a caso a te t’ha detto che io l’ho accusato di aver cambiato posizione politica!». Consorte commenta: «È gente de quaquaraquà». E Sacchetti, a quanto sembra riferendo ciò che avrebbe detto al «presidente»: «Scusa, ma siamo venuti qui, t’abbiamo spiegato tutto, eri contentissimo di fare questa cosa, adesso ci rompi i coglioni! Io non è che sono andato tanto per il sottile!».
A chi si riferiscono i due? A Lamberto Cardia, presidente di Consob? E quali sono i documenti, i «numeri» che vengono richiesti e complicano l’operazione? Consorte dice di aver parlato a lungo, la stessa sera con la professoressa Maria Mazzarella, responsabile dell’ufficio Opa della Consob. Ha protestato perché l’autorizzazione non arriva. «Si rende conto - le avrebbe detto Consorte - che noi possiamo fare un esposto per dire che veniamo discriminati perché applicate un sistema che non è abituale?». Aggiunge che Stefano De Polis, funzionario di Bankitalia (quello che ha redatto l’autorizzazione di Antonio Fazio a Gianpiero Fiorani per l’Opa su Antonveneta) a proposito dei «numeri» richiesti «m’ha detto che non li prendono in considerazione. Un atteggiamento da vigliacchetti».