Quel comandante genovese sbarcato a forza dalla nave

Quando il 18 marzo del 1967 la superpetroliera Torrey Canion, lunghezza 300 metri, larghezza 39, seconda nave più grande del mondo andò a naufragare sugli scogli della Cornovaglia il capitano genovese Patrengo Rugiati, fu costretto dai soccorritori con la forza ad abbandonare la nave con la quale voleva affondare consapevole che quello era il suo dovere di vero lupo di mare.
Questo dice la rigida e gloriosa tradizione marinaresca che vuole il destino dell'imbarcazione e del suo comandante legati ad un'unica sorte, valore che il comandante Francesco Schettino, tra lo sgomento dell'opinione pubblica si è dimenticato di osservare.
Pastrengo Rugiati (suo fratello si chiamava Goito perché il padre maresciallo dei carabinieri (...)