«Quel contratto ci costava troppo»

Tabacchi: «Nodo precedente all’Ipo. Armani? È lui che ci ha scelto»

da Milano

«Noi non paghiamo royalty anticipate: non è logico, e neppure etico. Ecco perché abbiamo rotto con Ralph Lauren». Vittorio Tabacchi, presidente di Safilo, non fa misteri sulla conclusione, ben poco amichevole, di un «matrimonio» durato 16 anni.
Quando sono iniziate le divergenze con Ralph Lauren?
«A novembre, proprio quando dovevamo andare in Borsa. Noi abbiamo cercato di capire cosa succedeva e loro tergiversavano. Alla fine, abbiamo dato l’aut-aut, minacciando di interrompere tutto dall’oggi al domani se non si veniva a una spiegazione. A quel punto, ci hanno detto: il vostro concorrente ci ha proposto il pagamento delle royalty anticipate, voi che fate?».
E che cosa avete fatto?
«Abbiamo detto di no. Se l’avessi fatto per uno, che rapporto avrei avuto poi con gli altri licenziatari? Tutti avrebbero chiesto lo stesso. Luxottica in questo modo ha pagato, di fatto, per avere la licenza».
E vi ha sfilato Ralph Lauren, come voi avete fatto con Armani.
«No, guardi che Giorgio Armani è venuto a cercare noi, non il contrario. Non era più contento della qualità degli occhiali prodotti e soprattutto di come venivano distribuiti: negli Usa, se li era ritrovati nei negozi di souvenir. Così, ha preso contatti con noi».
È pentito di avere lasciato Burberry al suo concorrente, in passato?
«No. Era un marchio che non si inquadrava nel nostro gruppo di licenze, e quindi è stato meglio toglierlo. Quando si hanno tanti marchi, come noi, bisogna fare delle scelte di mercato».
Che sarebbero?
«Vogliamo restare nel lusso, con licenze come Boucheron, Dior, Gucci e Armani. Poi abbiamo anche dei marchi completamente diversi, come Jennifer Lopez: prezzi bassi per un pubblico giovanile, soprattutto americano».
Polo Ralph Lauren vale il 10% del vostro fatturato, che è di un miliardo: quindi, cento milioni?
«Confermo, compresi i 5 sottobrand».
E come lo rimpiazzerete?
«Per la parte più importante, l’abbiamo già fatto con Hugo Boss: due licenze che partiranno a settembre e scadranno nel 2013. Poi, abbiamo già acquisito negli Usa delle licenze del gruppo Liz Claiborne e altre ne verranno. Il 2006 sarà un anno molto positivo».