Quel delitto in chiesa tra cronaca e fantasia

Il titolo, «Sottotetto di una chiesa, scena d’un crimine», non induca il lettore nell’errore che si tratti di un libro-inchiesta di cronaca nera. Antonio Caron, giallista di lungo corso, prende spunto, sì - lo confessa - da un brutto episodio che ha creato e crea orrore, e stiamo parlando del caso di Elisa Claps. La ragazza, studentessa al terzo anno del liceo classico uscì di casa la mattina del 12 settembre 1993 per recarsi alla Messa, dopodiché di lei si perse ogni traccia; secondo le testimonianze, la giovane aveva detto ad un'amica di dover incontrare una persona nella Chiesa della Santissima Trinità, in via Pretoria, nel centro storico di Potenza. Proprio qui, il 17 marzo del 2010 i resti di Elisa vengono trovati nel sottotetto, scoperti per caso durante alcuni lavori di ristrutturazione.
Fin qui la cronaca da cui Caron prende spunto per raccontare la storia del personaggio di Dorina Fario, 24 anni, studentessa universitaria. Il protagonista è, ancora una volta, il maresciallo dei carabinieri Sebastiano Vitale, figura nata dalla fantasia di Caron e già protagonista di altre storie giallo-familiari, che si snodano nel paesino dell’entroterra ligure dove Vitale vive con la moglie Marisa.
Promosso ormai luogotenente, Vitale deve vedersela con il caso del cadavere mummificato in parrocchia. Consigliamo al lettore di pazientare i primi due capitoli, interlocutori, che servono all’autore per rispolverare tic e manie del protagonista, avvantaggiando così chi non ha letto i libri precedenti. Dopo, la storia scorre abbastanza veloce e con buoni colpi di scena: la fantasia supera di gran lunga la realtà e il caso reale della ragazza potentina e del presunto killer Danilo Restivo continuano a servire come riferimento, ma la verità è un’altra. Non mancano nella trama spunti interessanti, è curata la ricerca lessicale (non dimentichiamo che Caron è un appassionato di perline, ovvero curiosità linguistiche da Accademia della Crusca), coraggiosa la sperimentazione dei tempi dei verbi quando l’autore usa il presente e l’imperfetto modulandoli sulle reazioni dei personaggi più che su una stretta convenzione stilistica.
L’intreccio non mancherà di appassionare i fan di Vitale, alle prese con molte donne e altrettanti preti in questa sua nuova avventura con il lieto fine della soluzione. Non lo sveliamo, la regola del giallo va rispettata. Nelle indagini che Vitale svolge con l’aiuto del fiuto della consorte, coinvolta più del lecito nel far domande scomode, fanno capolino anche le tecnologie del Ris, che si basa sui rilievi scientifici, molto alla moda di questi tempi. Questo a tutti gli effetti fa parte dei «Cold case», casi freddi, che possono venire riaperti proprio grazie alle nuove scoperte scientifiche sul dna e via discorrendo. Ma che una volta riaperti possono portare a straordinarie rivelazioni.
«Sottotetto di chiesa scena di una crimine» di Antonio Caron, edizioni Coedit, 172 pagine, 9,90 euro