Ma quel doppio balzo sa di trasformismo

Carissimo Lussana, nel ringraziarla ancora una volta per aver pubblicato la mia lettera in cui stigmatizzavo il comportamento di chi pratica lo sport divenuto ormai popolarissimo del «salto della quaglia», desidero informarla che sono pienamente d'accordo con quanto scritto dal signor Claudio Papini e con la risposta del bravissimo Ferruccio Repetti.
E' giusto e doveroso prescindere da riferimenti personali, anche se confermo quanto riferito a proposito del docente universitario citato nella lettera. In questo caso si tratta addirittura di un doppio salto, con effetto rimbalzo, in quanto il professore, in tempi ahimè lontani, quando entrambi eravamo giovani e pieni di entusiasmo, si era iscritto al Partito Socialista, da cui uscì perché a suo giudizio non era abbastanza a sinistra. Il fatto che sia in seguito approdato al Circolo ispirato a Marcello Dell'Utri, di cui è stato in procinto di diventare Presidente, non mi ha sorpreso, anzi io stesso ho trovato lo spazio per le mie idee di socialismo democratico nella Casa delle Libertà. Quello che mi lascia perplesso è il suo ritorno in una formazione politica, lo Sdi, saldamente integrata nell'attuale centro sinistra, dove sono prevalenti le posizioni di chi affossò il Partito Socialista e demonizzò il suo segretario Bettino Craxi. Lungi da me ipotizzare motivazioni opportunistiche, visti comunque gli scarsi risultati, del resto ampiamente prevedibili, anche se in ambienti accademici è difficile militare in forze men che «politicamente corrette».
Concordo con l'affermazione che la responsabilità dei salti non è esclusivamente dei saltatori. In ogni separazione la colpa è quasi sempre di entrambi i partner. Tenere la posizione anche quando i rappresentanti dei nostri partiti, specialmente a livello locale, ci deludono richiede spalle larghe e robuste, non intendo fare appello alla coerenza, in quanto in politica questa virtù è scarsamente praticata. In sintesi possiamo dire che se a saltare sono le quaglie, a farle saltare sono i «qua…glioni». La ringrazio e la saluto cordialmente.