Quel «duale» e il miliardo di utili del 2008

da Milano

Il «profondo disaccordo» di Nagel e Pagliaro rispetto alla prospettiva del cambiamento della governance, oltre a riguardare il metodo (lamentano che il presidente Geronzi non li abbia avvertiti della svolta se non a processo già avviato) è rivolto anche e soprattutto al merito. Il sistema «dualistico» o duale - ostico termine fatto apposta per allontanare nel lettore qualsiasi interesse - altro non è che una «membrana» societaria per rendere più marcata la divisione di compiti tra i soci e i manager. Una struttura pensata perché nel consiglio di sorveglianza si decidano le strategie, e in quello di gestione i manager, liberi da ogni pressione, le portino a termine come credono. Tale «membrana» era stata introdotta un anno fa proprio per consentire ai manager di una banca d’affari caratterizzata da un azionariato complesso e portatore di interessi a volte confliggenti con quelli di Mediobanca stessa, di prendere le distanze necessarie per poter lavorare in piena autonomia. Un anno dopo, il sistema ha permesso a Mediobanca di difendersi dalla crisi con un utile di bilancio 2007-08 atteso intorno al miliardo. Un record. Per questo oggi Pagliaro e Nagel non capiscono per quale motivo si debba tornare indietro. Per di più lasciando fuori dal futuro consiglio di amministrazione almeno tre dei 5 manager che compongono la squadra del loro consiglio di gestione.