Quel faraone di nome Mitterrand

Leggende e misteri avvolgono anche la più scintillante piramide moderna, quella elevata nel cortile del Louvre, a Parigi, dall’architetto I.M. Pei, di New York, con funzione di ingresso monumentale. Divenuta uno dei simboli (ora più lodati, ora criticati) della città, la larga cuspide di metallo e vetro, alta 20,6 metri e quadrata alla base, con lati di 35 metri, fu inaugurata nel 1989 (bicentenario della Rivoluzione Francese), su commissione del presidente François Mitterrand. Benché l’esatto numero dei pannelli di vetro sia di 603 rombi e 70 triangoli, sulla base di un’errata indicazione della brochure pubblicata durante i lavori, si diffuse il gossip che Mitterrand, ottenebrato da deliri di potere «faraonici», avesse imposto 666 pezzi, il numero della «bestia» dell’Apocalisse giovannea, 13, 16-18, ipostasi di Satana, riconoscibile anche nella somma delle lettere del nome di Nerone, l’imperatore anticristiano, in lingua ebraica. La piramide principale è attorniata da altre, secondarie, tra le quali spicca la Pyramide Inversée, originale lucernario incuneato in un ambiente sotterraneo.