«Quel film è filo-Br». Scontro sui fondi di Rutelli

La protesta dei parenti delle vittime Dubbi sull’uscita nelle sale

da Roma

A metà mattina il telefono si fa rovente: tutti (dal Corriere della sera a Libération) gli chiedono commenti sulla polemica del ministro, e Giovanni Fasanella, giornalista di Panorama - studioso degli anni di piombo - si indigna: «È un giudizio ridicolo, evidente frutto di travisamento o incompetenza». Quindi risponde, durissimo.
Il ministro sostiene che Il sol dell’avvenire, film basato su un suo libro, e da lei sceneggiato, offende le vittime del terrorismo...
«Una follia. Forse ignora che uno dei miei libri, I Silenzi degli innocenti, ripercorre la storia degli anni di piombo a partire dalle vittime, ed è il primo che ha dato loro la parola».
C’è apologia di brigatismo secondo lei?
«Se fosse così invece di firmarlo ne avrei scritto male, che ne dice? Credo di essere più rigoroso io di Bondi, nella lotta alle Br...».
In che senso?
«Piuttosto che prendere lucciole per lanterne, chieda a Sarkozy di estradare Petrella. E se non lo fa, lo accusi di filo-terrorismo...».
Secondo Bondi, si dà troppo spazio a due brigatisti senza contraddittorio.
«È incredibile. Il film è una testimonianza sulla nascita delle Br, attraverso i ricordi di cinque ex militanti della cellula Fgci di Reggio Emilia. Due finiti nella lotta armata, tre no. Mica ogni intervista necessita di contraddittorio...».
Ovvio. Ma uno che arriva da Marte e vede il vostro film avrebbe un’idea del contesto?
«Certo. Lo chiudiamo con le immagini delle vittime nei titoli di coda! Un pugno nello stomaco... Per dire che dalle chiacchiere di cinque amici, si poteva arrivare anche lì».
Dice Bondi che il ministero, con lui, non avrebbe autorizzato il finanziamento.
«Roba da Minculpop. Non è possibile che i film che si fanno dipendano dai gusti dei ministri. Scommetto che il Luce - distributore nelle sale - potrebbe farsi indietro, sotto questa pressione».