Quel filo rosso che lega Sesto alla Sicilia di Lumia

Riaffiora il legame tra uno degli indagati e l'ex presidente dell'Antimafia

C’è un filo rosso che lega il «sistema Sesto», gli affari del Pd in terra lombarda, e la Sicilia. Ed è un filo rosso che imbarazza non poco il Pd siciliano, che nell’isola è già abbastanza imbarazzato di suo per la scomoda alleanza con l’Mpa Raffaele Lombardo, sotto inchiesta a Catania per collusioni mafiose. Sì, perché uno degli indagati nell’inchiesta dei pm di Monza, l’avvocato palermitano Francesco Agnello, è vicino a uno dei leader del Pd siciliano, il senatore Giuseppe Lumia. E proprio delle aree Falck di Sicilia Agnello avrebbe dovuto occuparsi: se da consulente, come lui sostiene, o come collettore di tangenti, come dice invece Pasini che lo accusa di essersi diviso con il bolognese Gian Paolo Salami una mazzetta da 2,4 milioni di euro, lo deciderà la procura.
I guai giudiziari di Agnello stanno creando di riflesso non pochi malumori nel Pd di Sicilia. Anche perché un sito di informazione locale, Sudpress, ha ricordato un altro collegamento imbarazzante: le accuse a Lumia del pentito Francesco Campanella, accuse - va detto subito – che i pm di Palermo hanno ritenuto tanto inattendibili da non meritare nemmeno il vaglio del Gip - e che però, guarda caso, parlavano pure del legame tra Agnello e l’ex presidente della commissione Antimafia.
Un passo indietro. Francesco Campanella è l’ex politico dell’Udeur legato alla mafia di Villabate (Palermo) che si occupò di procurare la falsa carta d’identità con cui il superboss Bernardo Provenzano andò a farsi curare in Francia. Collaboratore di giustizia dal 2005, ha lanciato accuse bipartisan ai politici. Incluso Lumia, accusato da Campanella di avere ricattato l’ex sindaco Ds di Bagheria Pino Fricano, minacciandolo di fargli sciogliere il Comune per mafia nel caso in cui non aderisse alle sue richieste. Queste accuse, al contrario di quelle all’ex governatore Cuffaro, sono state ritenute dai pm inattendibili. Fricano ha smentito, Lumia ha annunciato querele contro il pentito. E i pm non hanno ritenuto che fosse necessario fare alcunché. Vicenda chiusa.
È in quei verbali del 2005 che Campanella parla del legame tra Lumia e l’avvocato palermitano alla ribalta delle cronache oggi. «C’era un personaggio – dichiara Campanella – che si occupava di tutta una serie di affari legati all’onorevole Lumia e ai Ds, un certo Agnello, che Fricano mi fece incontrare a pranzo e mi disse che l’onorevole Lumia attraverso questo signore ogni tanto gli chiedeva di fare operazioni di affari». E giù gli esempi, gestione di rifiuti e termovalorizzatori, una «beauty farm in una villa in cui c’era un servizio di assistenza ad anziani. Il sindaco era disposto a spostarli in un’altra struttura del Comune per poter far acquistare la villa e fare un favore a Lumia e Agnello».
Dunque, a detta di Campanella, un legame significativo. Del resto anche Agnello, oggi, non nega il rapporto con Lumia. Ma lo data successivamente alla (presunta) tangente di cui parla Pasini: «Non conoscevo Lumia, l’ho incontrato solo nel 2004», ha dichiarato Agnello al sito d’informazione Live Sicilia. O forse un po’ prima. Già, perché Fricano sostiene di avere interrotto ogni rapporto con Campanella nel 2003, e dunque il pranzo tra il pentito e Agnello deve essere antecedente. Così come il rapporto tra Agnello e il senatore Lumia. Che ora annuncia querele a Sudpress, che ha ricordato la vicenda.