Quel fischio che ha dato fastidio

L'arbitro e la paura. Ecco perché non abbiamo vinto: due elementi diversi che hanno danneggiato la Sampdoria nel momento della gara in cui si poteva prendere il largo. Se si dovessero dare delle percentuali per la vittoria mancata direi che la responsabilità è da attribuire al 70 per cento a Rosetti (internazionale, sigh!) e al 30 alla remissività dei blucerchiati che, in dieci contro undici, anziché tirare i remi in barca e difendere il risultato, avrebbero dovuto provare ad affondare il colpo sfruttando l'ispirazione di Cassano, la consueta concretezza di Pazzini e il nervosismo della squadra di Spalletti che, nella ripresa, tolto il rigore di Baptista ed una azione di Menez non ha creato occasioni. Ma veniamo all'arbitro. Dolente nota di una gara contraddistinta da una direzione «fastidiosa». Il caso più eclatante è Motta. Espulso sì, ma solo nel secondo tempo per doppia ammonizione dopo una serie consecutiva di falli che avrebbero meritato il cartellino. La Roma ieri non doveva perdere, questo era abbastanza chiaro. Così ecco arrivare un rigore piuttosto dubbio, l'unico modo per rimettere in piedi i giallorossi. Rosetti è stato così convinto del contatto tra Padalino e Tonetto che è andato dritto ad ammonire... Lucchini. Andiamo verso il finale di stagione e ci sono squadre che vanno privilegiate per la Champions: i cugini lo capiscano per tempo, dovranno lottare contro un doppio avversario. Pardon contro un triplo, anche noi remiamo contro.