Quel fratello dal cognome sbagliato

D ici Di Centa e pensi a Manuela. È così, nulla da dire, anche se il distacco fra i due fratelli fondisti friulani non è così evidente: se andate su Google e cercate notizie di Giorgio scoprirete 46.400 voci, solo quattromila meno di quelle che avrete cliccando Manuela. E sì, quello che da piccolo giurava «io non sono stupido come i miei fratelli Andrea e Manuela, non farò mai quello sport così faticoso», lui, Giorgio, laureatosi vicecampione del mondo lo scorso febbraio nella combinata del fondo, potrà ripartire da Torino con più di una medaglia in tasca. Sarà lo stakanovista della squadra italiana, ma le sue carte migliori le giocherà ancora nella 15 più 15. «Chiedo solo di stare bene, di non ammalarmi», dice pensando all’incubo dei mondiali italiani 2003, quando fu sconfitto dall’influenza ancor prima che dagli avversari. Soffre d’asma, Giorgio, ma ultimamente ha scoperto una macchinetta svizzera, Spirotiger il suo nome, che lo aiuta ad aumentare la capacità polmonare. «Prima ero un diesel, ci mettevo un po’ di chilometri a carburare, adesso parto subito forte». Certo sarà dura eguagliare le cinque medaglie di Manu del 1994, ma a Giorgio ne basterebbe una, lui non vuole scalare l’Everest, gli va bene anche il Monte Bianco.