Quel funzionario sempre pronto a stare ai Margini

Quando c’è da fare un passo avanti, chiamano lui. Quando c’è da fare un passo indietro, chiamano lui. Margini non è il nomignolo cattivo che gli hanno appioppato i nemici del partito per ricordare che lui arriva sempre a un passo dal successo e poi resta fregato. Margini è Mario, il «Signore dei trombati», nel senso che, di tutti quelli che dalla politica vengono soprattutto usati, lui è il più signore. Un galantuomo. Non sarà bello e biondo, ma dice sempre sì. E nel Botteghino, più oscuro all’ombra della Lanterna, questa è una dota molto apprezzata. Inutile andare a cercare negli archivi, un titolo polemico non lo ha mai dato. Neppure quando qualche compagno lo ha preso a pesci in faccia davanti a tutti. Neppure nonostante quel suo caratteraccio che tutti gli riconoscono al pari di una generosità politica senza limiti.
Qualche esempio? Basta partire dal più recente. Il caso porto. Nel bel mezzo delle «consultazioni» di Claudio Burlando con la città, la sindaco, quella che non ha mai tentato di interferire, in consiglio comunale ha detto che per il porto «mica si può scegliere il primo assessore che si trova». L’unico non assessore della terna era il suo campione Paolo Costa, ma l’unico assessore presente era proprio il suo, Mario Margini, (...)
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