Quel garantista di nome Biondi

(...) Questo, ribadisco, al di là di quella che sarà la fine vera di questa interminabile vicenda.
Insomma, mi è parso di vedere un accanimento difensivo che ha fatto anche nascere un eccesso di aspettative nei tifosi. E, sicuramente, c’è una responsabilità dei difensori nella creazione di quello slogan «Io sono fiducioso» che tanto male ha fatto ai genoani. Poi magari, vinceranno loro. Ma questa è un’altra partita. Eppure, io, probabilmente, non faccio testo. Non mi convince la strategia difensiva di Biondi oggi - quando tutti lo applaudono - e mi piaceva moltissimo il Biondi di ieri, quello del decreto del 1994, quando tutti lo criticavano, addirittura organizzando manifestazioni di piazza contro di lui, con tanto di insulti, striscioni, cori, proclami e popolo dei fax. Eppure quello, allora ministro della Giustizia, era un Biondi che difendeva chi aveva subito un’ingiustizia davvero pesantissima, i detenuti in attesa di giudizio che stavano in carcere prima della condanna. E la maggior parte di loro non avrebbe dovuto starci. Insomma, Biondi è garantista oggi come lo era ieri, non è uno degli apprendisti del garantismo spuntati come funghi in questi giorni in città e nelle redazioni dei media in nome della difesa dei dirigenti rossoblù.
Detto questo, però, occorre pensare in positivo e ricordare che, spesso, ex malo bonum, dal male può nascere un bene. E quindi occorre vedere l’aspetto positivo della questione e cogliere la grande popolarità di cui gode Alfredo Biondi in questo momento fra i tifosi del Genoa, anche e soprattutto per la sua linea difensiva pugnace e mai rassegnata alla riduzione del danno che tanto piaceva a me. E il bene potrebbe essere la discesa in campo di Biondi per scopi ancor più nobili della difesa del Genoa: per spiegare ai tifosi l’abc del garantismo, anche nei confronti di chi non c’entra nulla con il calcio. Ecco, un bel comizio in piazza di questo tipo, con l’abilità dialettica di Alfredo, sarebbe una straordinaria occasione per Genova. Un colpo di teatro perfetto mediaticamente. Per andare sulle prime pagine per motivi nobili e non per gli scontri di piazza.
Un’utopia? Io ci credo, io sono fiducioso. Biondi è vissuto come il difensore della genoanità da tutta la tifoseria rossoblù, è un galantuomo, sempre in primo piano nella difesa dei diritti e delle garanzie, ed ha un’onestà personale e intellettuale assoluta. Capace anche di essere spesso il grillo parlante del suo schieramento, senza preconcetti, nè verità intoccabili. Oddio, forse una verità intoccabile ce l’ha ed è il Genoa. Ma questo è un altro discorso.