Quel gesto «politico» di Passera che sgambetta il potere prodiano

da Roma

Quando si parla di Alitalia la logica industriale e i business plan hanno un peso specifico molto relativo. Il vettore aereo a maggioranza statale è sempre stato un affare politico, come tutto ciò che ricadeva nell’impero Iri. Quando il top manager del principale gruppo bancario italiano, Corrado Passera di Intesa Sanpaolo, prende la parola per affermare che «quello di Air France è un progetto per farla diventare una filiale di un gruppo concorrente» e che cederla ai francesi sarebbe un po’ come «buttarla via», sta compiendo un atto politico. Sebbene circoscritto alla finanza.
Certo, non può essere dimenticato che Intesa Sanpaolo è un gruppo che ha fatto del concreto sostegno (con debito ed equity) al sistema industriale italiano una vera e propria filosofia. Dal convertendo Fiat alla ristrutturazione Parmalat al prestito-ponte per Alitalia alla multiforme saga Olimpia-Telecom-Telco (per non parlare di tanti altri casi più piccoli) a Ca’ de Sass sono passate tutte le operazioni di finanza straordinaria più importanti degli ultimi anni. E Corrado Passera le ha gestite con sapienza, sempre in prima linea.
Un’affermazione di principi, quindi, giunta in concomitanza con il primo atto del nuovo corso Telecom (suggellato dal motu proprio dell’asse Bazoli-Geronzi) e alla vigilia della definizione di nuovi equilibri in Generali. Passera, quindi, ha fatto politica, ma l’ha fatta nel «suo» mondo e parlando ai suoi interlocutori naturali della bontà delle strategie messe a punto con Ap Holding insieme con Carlo Toto, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Nomura. Cioè con partner di peso a Palazzo Chigi.
Questo gesto, tuttavia, ha determinato una serie di prese di posizione e anche queste altrettanto «politiche». In primis, quella del presidente di Confindustria e della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, che ha sponsorizzato Air One. Un po’ perché Assolombarda teme di perdere Malpensa e spendere una parola per l’associazione più importante sarebbe stato necessario. Un po’ perché è grazie a persone come Corrado Passera che esiste ancora Fiat, nonostante gli equity swap.
C’è poi la politica, quella vera. E lì Passera ha trovato degli alleati insospettabili per un democrat come lui: Silvio Berlusconi (anche lui a presidio del sistema-Lombardia), i sindacati e quella parte di maggioranza che propende per l’italianità (tra questi un defilatissimo Massimo D’Alema). Fatto sta che il pallino è nelle mani del premier Romano Prodi che ad Alitalia ha piazzato il fido Maurizio Prato, il quale non guarda certo negativamente ad Air France.
Il Professore intende esercitare la propria moral suasion in prima persona tant’è vero che l’ipotesi di un vertice con i ministri competenti è rimasta tale. E tra gli amici di Prodi c’è anche un tale Giovanni Bazoli, anch’egli con un suo peso «politico».