Quel giornalista si sente «straniero»

Ci sono giornalisti che nel loro Paese sono considerati veri e propri «monumenti» alla professione, pietre miliari della comunicazione. È il caso di Jean Daniel in Francia. Fondatore del settimanale Le Nouvel Observateur, è stato uno dei testimoni «pensanti» degli ultimi quarant’anni della storia d’Oltralpe e del mondo culturale cresciuto all’ombra della torre Eiffel. Nato nell’Algeria coloniale, romanziere, riformatore della gauche e penna prestigiosa, nel suo lungo percorso umano ha incrociato le rotte di Albert Camus, Jean Paul Sartre, François Mitterrand, Fidel Castro e molti altri. Così il libro-intervista nato dalle sue conversazioni con Martine de Rabaudy, Questo straniero che mi assomiglia (Baldini Castoldi Dalai, pagg. 231, euro 17,50, traduzione di F. Ilardi), si trasforma in un compendio per capire la Francia e in una narrazione avvincente.