Quel giornalista spia teste chiave dei misteri d’Italia

Vita e opere (segrete) di Guido Giannettini, già giornalista pubblicista, informatore, agente del vecchio Sid, scappato all’estero e rintracciato in Argentina, vengono alla luce in seguito alle indagini per la strage di piazza Fontana a Milano. L’Agente Zeta è uno dei protagonisti della storia oscura d’Italia e del processo che la Cassazione fa svolgere a Catanzaro a partire dal 18 gennaio 1977 perché teme problemi di ordine pubblico a Milano. Il 23 gennaio 1979, in primo grado, Giannettini è condannato all’ergastolo insieme agli estremisti neri Franco Freda e Giovanni Ventura mentre quattro anni e mezzo vengono comminati a Pietro Valpreda e Merlino per associazione sovversiva. In appello Giannettini si prende la sua rivincita e il 20 marzo 1981, a conclusione del processo d’appello, incassa un’assoluzione per insufficienza di prove insieme a Freda e Ventura (questi ultimi vengono però condannati a 15 anni per attentati a Padova e Milano). La Cassazione confermerà poi il verdetto d’assoluzione. Giannettini muore nel 2003.