«Quel giorno anch’io rischiai la vita»

«Ad Acca Larentia dovrebbero andarci tutti senza scorta, evitando fastidiosi e imponenti servizi d’ordine. Come Franco, Francesco e Stefano. Invece vedo che il trentennale di un martirio rischia di trasformarsi in un happening strumentale. Senza alcuna riflessione sul sacrificio di tre ragazzi che con sacralità dobbiamo chiamare camerati, nel significato più profondo di questa parola di guerra e amore, di fede e di comunità». Lo ha detto in una nota il segretario nazionale della Destra, Francesco Storace. «Io c’ero - continua Storace - tra i ragazzi di Acca Larentia. Era difficile fare futuro mentre ti menavano, ti sprangavano, ti sparavano. C’ero prima e c’ero anche un anno dopo la strage, quando sette pallottole ad altezza d’uomo le mirarono verso di me. Non ci presero, per fortuna. Franco, Francesco e Stefano non sono caduti per un pezzo di potere, ma per valori e ideali calpestati con troppa facilità».