Quel giorno in piazza, ad ascoltare De Gasperi

Gli occhiali, la penna: come simboli paradigmatici di acutezza e lungimiranza della visione e del suo tradursi in pensiero e, subito dopo, in azione concreta. E tante foto, in parte scattate proprio qui, a Genova, in mezzo alla gente. Ma sopra tutto, il ricordo indelebile di una stagione politica (e umana) che dice ancora molto agli uomini del «Palazzo» di oggi e, perché no?, di domani. Visto così, attraverso le immagini e i documenti della mostra che si inaugura domani alle 17, nel Palazzo della Borsa Valori, Alcide De Gasperi è più che mai attuale, a cinquantaquattro anni dalla scomparsa. Non fosse altro per la sua tensione e professione tenace di europeista convinto - molto opportunamente la mostra richiama nel titolo: «Un Europeo venuto dal futuro» - e per i continui richiami alla classe politica perché affermi i concetti di autonomia, democrazia, senso dello Stato e, contemporaneamente, si impegni a consolidare i valori «privati», che però stanno alla base della convivenza civile: la spiritualità e l’importanza della famiglia, la sobrietà dei comportamenti, l’equilibrio nella severità dei giudizi. Tutto ciò mai disgiunto - si legge e si percepisce bene anche nelle sue lettere - dai «grandi temi»: la sintesi dei principi del cristianesimo e della politica, i rapporti fra i partiti e la Chiesa, l’antifascismo e l’antitotalitarismo, la concezione dello Stato, del lavoro, delle esigenze sociali.
Si ritrova, o si scopre, tutto questo e anche molto di più nella mostra internazionale itinerante curata dalla figlia Maria Romana De Gasperi e da Pier Luigi Ballini, e allestita sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica col contributo della Fondazione Carige e della Camera di commercio (l’apertura al pubblico è da martedì al 24 marzo compreso, tutti i giorni, escluso lunedì, dalle 10 alle 18). Ad inaugurare l’esposizione genovese, dopo la serie di allestimenti in varie parti d’Italia a partire dall’«edizione» di Roma nel 2003, sarà il senatore a vita Giulio Andreotti, presidente della Fondazione Alcide De Gasperi, ma anche discepolo politico prediletto dello statista trentino, fin dagli anni della guerra. E non mancheranno quindi, domani, alcuni degli innumerevoli spunti e aneddoti del De Gasperi pubblico e privato, presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, leader della Democrazia cristiana, pioniere del federalismo europeo e convinto propugnatore dell’Alleanza atlantica, che Andreotti ha vissuto e assimilato nella consuetudine quotidiana accanto al «Maestro». Sarà presente alla cerimonia con una particolare testimonianza l’onorevole Claudio Scajola, attuale presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. A significare l’importanza e i contenuti dell’esposizione - opere, brani tratti dagli scritti dello statista, dai suoi discorsi, dalle lettere e da testi, fotografie e oggetti - saranno anche Flavio Repetto, presidente della Fondazione Carige, Paolo Odone, presidente della camera di commercio, e Franco Nobili, vicepresidente vicario della Fondazione Alcide De Gasperi cui si deve la realizzazione della mostra.
E infine ci sarà lei, la figlia Maria Romana, «la più preziosa collaboratrice del padre», che - come già nella presentazione del prezioso catalogo ufficiale - terrà a sottolineare come la figura di De Gasperi sia davvero quella di «un uomo venuto dal futuro: egli - spiega Maria Romana - ha vissuto in un tempo che noi oggi siamo ancora chiamati a percorrere». Possibilmente, con pari dignità.