QUEL GIORNO A PIAZZA MARTINEZ

Non era ancora finita la puntata di Annozero, giovedì sera, e già ci tempestavate di telefonate. Lo scandalo era la rappresentazione caricaturale del popolo della Casa delle libertà di piazza San Giovanni, descritto come un gruppo di persone che sono andate a Roma per avere il viaggio pagato e il panino omaggio. Panino che Michele Santoro e i suoi hanno peraltro infarcito di una descrizione dei manifestanti come un’accozzaglia di fascisti e evasori. Non tutti, certo, bontà loro. Solo una gran parte.
Poi, a completare il tutto - in una puntata in cui le vignette di Vauro facevano insolitamente molto ridere - c’erano i commenti dello stesso Santoro, le classiche ironie di Marco Travaglio, le presunte domande scomode di Rula Jebreal che pare voler insegnare tutto a tutti e i terribili commentini moralistici di Beatrice Borromeo. A mio parere, la peggiore in campo. O, meglio, la peggiore in video.
Personalmente, concordo in pieno con quello che ha scritto Filippo Facci qualche giorno fa su questo Giornale: meglio un minuto di Santoro che tutte le trasmissioni di Floris messe assieme. Riconosco a Santoro una grandissima capacità tecnica di gestione dello schermo, di uso delle telecamere, di confezionare reportage che sono editoriali. In una parola, penso che Santoro sia un vero animale televisivo. Come dimostrano anche i libri-dvd della Bur-Senzafiltro: La mafia è bianca e Fuorilegge, nati da reportage santoriani. Roba molto discutibile, ma di grande qualità tecnico-televisiva.
Il problema è che, se Santoro è un genio della tivù, è un genio del male. Che fa trasmissioni di parte, faziose. Come definire altrimenti la puntata di giovedì di Annozero? Qualcosa che ha indignato tutti, ma in particolare i liguri, che hanno partecipato in massa e con passione alla manifestazione di Roma. Qualcosa che ha convinto (...)