Ma quel Johnny Cash somiglia tanto a Ray Charles

La biografia cinematografica della rockstar prende le mosse dalla morte del fratello come accadeva in quella del cantante di colore

Silvia Kramar

da New York

L’eco delle canzoni di Ray Charles, tornate alla ribalta un anno fa nel bellissimo film Ray, è appena sparita dalle sale cinematografiche e già sugli schermi argentati americani arriva un’altra grande biografia musicale. Stavolta si tratta delle note della musica country e rock di un altro leggendario cantautore di ieri, Johnny Cash. Ma le similitudini tra Ray, il film dedicato al cantante cieco che aveva lanciato uno stile inimitabile e le canzoni appassionate di un ragazzino bianco nato nel sud della Grande Depressione col nome di J. R. Cash, interpretato alla perfezione dall’attore Joaquin Phoenix nel film Walk the Line, sono moltissime. Entrambe le pellicole collegano la creatività e il successo di queste due star dell’american music alla loro infanzia e a una tragedia quasi identica. In Ray, Charles era ancora un bambino scalzo di un ghetto di neri quando aveva permesso, per semplice disattenzione, che il suo fratellino minore annegasse in una tinozza con la quale sua madre, sola e poverissima, si guadagnava da vivere facendo il bucato. Nella storia di Cash, Johnny è anche lui un bambino che adora cantare i salmi religiosi di sua madre e che aiuta il padre a raccogliere il cotone nei campi assetati dal profondo sole del sud; ma è suo fratello maggiore il figlio preferito dal padre: un bambino angelico che, a differenza di Johnny, vuole diventare un pastore e che un giorno rimane incastrato in una sega elettrica e muore dissanguato. Johhny non c'era: se n'era andato a pescare con una canna fatta con un ramoscello di un albero. Nemmeno il padre era presente, ma da quel momento gli getta sulle spalle la colpa di quell'atroce incidente: ubriaco, alcolizzato, gli urla persino in faccia che «il migliore dei due è morto e quello sbagliato è sopravvissuto».
Così Hollywood, per far rivivere la sua storia sugli schermi, ha creato una trama quasi identica a quella di Ray: col trauma della morte del fratello sulle spalle, sia Ray Charles sia Johnny Cash si sono gettati nella musica, spremendo fino all'ultima goccia del loro talento per dimenticare un senso di colpa che risuona, nei loro cuori, come una cassa acustica. Ma quando quella straziante melodia non smette, entrambi trovano rifugio nelle solite droghe da performance: l'eroina per Ray, le pillole di anfetamine per Johnny.
Anche per Cash, come per Ray Charles, arrivano i primi dischi, arrivano i primi contratti, le tournée, le nottate sul bus della troupe, i primi autografi e i primi grossi assegni: Cash si compra una bella casa per sua moglie, ma il suo cuore è già lontano. Nel nuovo film del regista James Mangold, che ha subito raccolto gli applausi dei critici più autorevoli, l'amore ha gli occhi azzurrissimi della cantante June Carter (interpretata da Reese Witherspoon), figlia di una famiglia di gente dello spettacolo che ne aveva fatto una enfant prodige. Ma Cash è ancora sposato con una donna che gli ha messo al mondo quattro figlie e che lo aspetta a casa; piano piano la loro unione viene smantellata dalle vite così diverse fino al punto che, una sera, sua moglie Vivian, al suo ritorno da una tournée, gli imporrà persino il divieto di parlare dei suoi concerti. La fine è inevitabile, anche perché June Carter è più bella, più serena e canta con Cash sul palcoscenico. Come le cantanti nere che divennero le amanti di Ray Charles, anche June Carter gli ruba il cuore: finché lui le chiederà di sposarlo, nella scena clou del film.
C'è un'altra similitudine tra i due film musicali, quello del 2004 sulla vita di Ray Charles e questo nuovo sulle disavventure a lieto fine di Johnny Cash: entrambi i cantanti hanno lavorato a fianco dei produttori e degli sceneggiatori di Hollywood, come consulenti, per rendere più verosimili le due pellicole; ed entrambi hanno perso la vita prima di vedere il prodotto finito e senz'altro diretto - l'anno scorso come quest'anno - verso gli oscar. Già i critici paragonano Walk the line all'indimenticabile La figlia del minatore sulla cantante Loretta Lynn. Opposte invece sono le tecniche dei due registi: quella che milioni di spettatori avevano sentito nel film Ray era la voce del cantante nero e non la voce di Jamie Foxx; mentre in Walk the line Joaquin Phoenix ha cantato lui stesso, dimostrando un profondo talento musicale. Ma la sua mimica, le espressioni, i gesti, i sorrisi sono identici a quelli di Johnny Cash, personaggio indimenticabile di un'America che non c'è più.