Quel mercato arabo che il Comune fa finta di non vedere

«Un serpentone lungo duecento metri, forse più, a ridosso dell’Acquario, che impedisce letteralmente il transito delle persone che si recano in visita al Porto antico. Una vergogna per Genova, che dovrebbe presentare ben altro biglietto da visita ai turisti in uno dei luoghi più frequentati della città»: stenta a trattenersi, il consigliere comunale di An, Aldo Luciano Praticò, quando segnala la «teoria» infinita di punti-vendita allestiti da extracomunitari nell’area Expo. Da tempo, insiste Praticò, i venditori ambulanti hanno allestito un vero e proprio mercato arabo, con tanto di lenzuola variopinte su cui mettono in bella mostra la merce più diversa. «A questo punto, la misura è colma - sbotta il consigliere di Alleanza nazionale -. Ho rivolto ripetutamente interrogazioni e interpellanze, anche in via d’urgenza, al sindaco Giuseppe Pericu, sperando di ricevere assicurazioni in merito a un intervento in zona. Invano! Le mie richieste non sono mai state discusse in aula, né ho ottenuto riscontri ufficiali e nemmeno ufficiosi». Analogo comportamento, aggiunge Praticò - calabrese d’origine, ma ormai genovesissimo di adozione - la giunta comunale ha mantenuto a proposito di «un’altra vergogna per la città: lo stazionamento abusivo di nomadi in prossimità dello stadio di Marassi». Si tratta degli zingari trasferiti dalla Foce che si sono sistemati «provvisoriamente», in realtà a tempo indeterminato, sul piazzale antistante il Luigi Ferraris. «E ora - aggiunge Praticò -, sento che qualche assessore parla di assegnare, in via preferenziale, ai rom le case del Comune. Tutto questo mentre famiglie di sfrattati dormono in macchina, in attesa di ricevere alloggi popolari!».