Quel ministro dall’asilo troppo facile

L’ultimo regalo del governo Prodi a Milano e ai milanesi l'ha recapitato il ministro all'Istruzione (la maiuscola è solo una vecchia abitudine) Giuseppe Fioroni che ha avviato il procedimento per revocare la parità ai 170 asili comunali con il conseguente taglio degli 8 milioni di euro di finanziamento statale. Una reazione immediata e un po' isterica al rifiuto della Moratti di accettare in questi istituti anche i figli degli immigrati clandestini. Come troppo spesso succede in Italia, il governo chiede agli enti locali di sopperire a leggi poco chiare quando non, come in questo caso, di andare contro la legge: accettando l'iscrizione di bimbi irregolari, il Comune avrebbe infatti l'obbligo di denunciare i loro genitori. E visto che, comunque, è già difficile accontentare tutte le famiglie che vogliono mandare i propri figli alle materne, Palazzo Marino ha preso la decisione più logica. Sarebbe molto bello, lo sa anche la Moratti, poter mandare tutti i bambini all'asilo, poter accontentare tutte le famiglie che ne fanno richiesta, ma dato che per motivi di costo e di strutture ciò non è possibile, bisogna fare delle scelte, cosa che il Comune ha fatto ma che al governo Prodi è sempre riuscita con una certa difficoltà. Perché è facile lanciarsi in dichiarazioni politicamente corrette, è semplice accusare la Moratti di razzismo però, poi, far ricadere tutti gli oneri su Palazzo Marino. A Milano ci sono 170 asili comunali, 22 sono quelli statali; Palazzo Marino spende 100 milioni l'anno, lo Stato 8. Ma ormai ci siamo abituati alla pretesa di Prodi & C di avere la botte piena e la moglie ubriaca.