Quel Municipio «fantasma» che si fa scippare pure i parchi

Distratto da sfiducie mancate, richieste di dimissioni, lotte intestine e screzi vari, il Municipio Levante ha perso la bussola su alcune tematiche ben più care, e utili, al territorio come i Parchi di Nervi. La dimostrazione è avvenuta mercoledì sera nella seduta consigliare monotematica con ospite l'assessore comunale ai Parchi Pinuccia Montanari. L'occasione era una di quelle da prendere al volo per dimostrare la compattezza (e di questi tempi anche l'utilità stessa) del Municipio su un tema fondamentale per il territorio quale il futuro dei Parchi di Nervi. Il dibattito, durato tre ore, è parso una sequenza di discorsi senza capo né coda dove è stato impossibile tracciare un filo logico, non riuscendo quindi a distinguere un inizio da una fine, ma soprattutto non riuscendo a fare chiarezza sul futuro degli splendidi parchi. Chi invece ha dimostrato di avere le idee chiare è stata l'assessore Montanari che, senza troppi giri di parole, ha imposto il diktat per Nervi: «I parchi sono un patrimonio ambientale che devono essere un vanto per tutta Genova - ha spiegato -. Abbiamo il compito morale di mantenere integro questo patrimonio e attenendoci alla carta di Firenze non abbiamo la minima intenzione di vedere appezzamenti di cemento, interventi invasivi e tanto meno teatri all'aperto. I parchi sono parchi è devono rimanere un patrimonio verde, su questo non c'è possibilità di cambio vedute».
Con poche parole la Montanari ha quindi bocciato la proposta del Municipio (portata avanti soprattutto dall'assessore Alfieri) di riportare il Balletto all'interno dei parchi come è avvenuto per quasi quarant'anni dal 1955 al '92. Il sogno «retrò» è stato scartato per via degli interventi necessari per allestire e smontare il parco e tutte le attività correlate che - a detta dell'assessore - andrebbero ad incidere sullo stato dei prati. L'intransigenza della Montanari non è però totale verso ogni manifestazione: «Ben vengano eventi all'interno dei Parchi, ma a condizione che siano organizzati a basso impatto ambientale». Gli scontri di vedute sul futuro dei parchi tra assessore e Municipio sono proseguite sulla gestione degli stessi. Il Comune ha infatti pubblicato un bando - come per tutti gli altri parchi genovesi - per sondare se ci fosse l'interesse preliminare da parte di qualche associazione o fondazione di prendere in gestione i parchi di Nervi. Alla chiusura del bando, però, non è arrivato alcun soggetto interessato al pacchetto globale ma solo qualche singolo interesse per aprire un centro anziani, un centro per bambini, una tisaneria, una caffetteria e vari laboratori.
«È gravissimo che il Municipio non sia stato avvisato di queste manovre da parte del Comune e che il nostro lavoro venga vanificato», ha tuonato Carleo, trovando però la secca smentita da parte dell'assessore: «I vostri accorgimenti sono stati studiati e alcuni verranno anche attuati. Per quanto riguarda il bando era un sondaggio preliminare d'interesse e, oltre ad avervi informato per tempo, era consultabile da chiunque su internet». Accantonati quindi i discorsi sui grandi progetti per i parchi (progetti però poco chiari e molto contrastanti fra di loro, ndr), l'attenzione della seduta si è concentrata sugli interventi concreti di manutenzione dell'area.
Il marasma generale del Municipio ha contagiato anche l'assessore Montanari che, calcolando di tornare a casa con il taxi, non ha fatto i conti con lo sciopero, trovandosi così appiedata e costretta ad accettare il passaggio di un cittadino del pubblico.