Quel muro di fango e detriti che spezza in due la regione

(...) le auto, le poche non ancora accatastate una sull’altra, arrancano sulle provinciali alla ricerca di qualche ponte ancora in piedi. Ma dalla provincia di Genova a quella della Spezia, per ora non si passa. I bollettini di guerra che arrivano durante tutto il giorno salutano come una battaglia vinta ogni piccolo tratto di strada riaperto. Tecnici e operai delle ferrovie pensano a liberare i binari, ma sanno che il problema peggiore, al momento, non è neppure più la montagna di fango. Ci sono le massicciate da controllare, i ponti da ispezionare con la massima attenzione, in particolare quello di Monterosso, per capire se siano stato danneggiati, se i treni possano passarci sopra in sicurezza. Solo nel caso tutto sia a posto, si potrà sperare di far passare i primi convogli, su un solo binario, magari già domani. O almeno domenica. Per ora restano i piccoli grandi traguardi già raggiunti. Dei treni-navetta fanno la spola dal capoluogo fino alle stazioni di Monterosso e Corniglia. Oltre non si passa, Vernazza, almeno nell’orario ferroviario, per ora non esiste. Da levante, i treni si fermano a Sestri Levante, qualcuno si spinge fino a Levanto. Ma per raggiungere la Toscana e il resto dell’Italia bisogna fare il giro largo, passare da Parma o da Firenze. E i comitati di pendolari si organizzano spedendo ai soci uno specchietto con tutte le soluzioni di viaggio per raggiungere comunque i posti di lavoro e di residenza.
Stessi problemi per chi viaggia in auto. Sestri Levante è l’ultimo casello della Liguria. E a Sarzana c’è la frontiera Sud, sbarrata dalla grande muraglia di distruzione. In mezzo il caos. Ancora carreggiate invase dal fango, gallerie piene di detriti, il tir travolto sempre di traverso sull’asfalto. E anche in questo caso viene salutata con soddisfazione la riuscita «evasione» di tutti i prigionieri della A12, che hanno passato la notte nelle auto, nei pullman, nell’autogrill di Brugnato. La speranza, secondo la Società Autostrade Ligure-Toscana, è quella di riattivare almeno una parte di carreggiata, già domani. La situazione sulle statali non è certo migliore: sull’Aurelia, che porta in Val di Vara, c’è una serie di frane che invade circa 15 chilometri di carreggiata e anche in questo caso occorre procedere spalando un metro alla volta.
Ma tutti i collegamenti sono di fatto interrotti, gli unici accessi possibili alle Cinque Terre sono garantiti dagli elicotteri che portano anche cibo e medicinali, o via mare dai battelli usati persino come ambulanze. E gli stessi lavori di ripristino incontrano difficoltà impensabili, assurdi. Il presidente di Confindustria La Spezia, Giorgio Bucchioni, sottolinea come le aziende che liberano le loro strutture dal fango si trovano poi nelle condizioni di non sapere dove smaltire i detriti. Una situazione incredibile. Uno scenario di guerra. Non a caso è in arrivo l’esercito.