Quel museo deve nascere a City Life

Quando si parla di architettura e di poli di grande interesse per una città, non molti lo fanno con competenza. Se c'è un'area nella Milano futura che si distinguerà sul piano architettonico rispetto a quanto si va costruendo, questa sarà quella occupata dalla ex Fiera. Non dimentichiamo che l'iniziativa City Life coprirà una superficie di 255mila metri quadrati sui 440mila oggi occupati dalla Fiera. Tre spettacolari torri, progettate da nomi di fama mondiale quali Daniel Libeskind, Arata Isozaki e Zaha Hadid, per non parlare del contributo di Pier Paolo Maggiora, e una serie di immobili residenziali oltre a un grande parco, saranno una realtà di altissimo livello. Non è certo fuori dalle righe il pensiero di Davide Rampello, presidente della Triennale, di inserire in questo contesto il Museo d'Arte contemporanea piuttosto che collocarlo a Sesto San Giovanni. Un polo come quello di City Life sta al centro di una zona dove i punti di richiamo culturale non sono certo abbondanti, per usare un eufemismo, e questo favorirebbe una migliore e auspicabile distribuzione dei centri di interesse e di attrattiva nella città. Decisioni di questo tipo non vengono accolte con lo stesso assenso da tutte le parti delle varie amministrazioni, ma potrebbe non essere necessario, perché è indiscutibile il prestigio e l'utilità della collocazione in City Life.