Quel pasticciaccio brutto di Celle

Caro Fabio Fazio, ho seguito domenica scorsa il tuo bellissimo programma: «Che tempo fa?» con l’intervista al sindaco di Roma Veltroni.
Fra le altre domande gli hai posto anche questa, con il tuo consueto spirito e «understatement» riguardo ai «salotti Romani»: «Nei salotti di Celle Ligure, che io frequento, si dice che nel prossimo futuro a sfidarsi, alle elezioni politiche, non saranno Berlusconi e Prodi ma lei e Casini, cosa mi risponde?». Al di là della sua risposta ho gioito della tua domanda, perché hai citato in una trasmissione nazionale di grande successo Celle Ligure, tuo e anche mio paese di origine, facendo un po’ di pubblicità gratuita a una delle più belle località turistiche della nostra Riviera. E sei andato oltre, domandando quanto dev’esser difficile fare il sindaco di una grande città come Roma, «Pensi che a Celle non riescono a prendere decisioni nemmeno a livello di condominio!».
Ma qui caro Fazio ti dimostri poco informato, perché il Comune di Celle ha preso invece alcune decisioni, anche con una certa fretta, non certo a vantaggio dei cittadini. E allora ti racconto quanto sta succedendo, così potrai comunicarlo magari nelle prossime trasmissioni. Come tu ben sai a Celle negli anni ’60 fu spostato a monte il tracciato della Ferrovia, con conseguenti «espropri» di case e terreni che si trovavano lungo il nuovo percorso. Tre anni fa le Ferrovie dello Stato, attraverso la Società Metropolis che ne gestisce il patrimonio immobiliare, hanno deciso di liberarsi dei terreni «inutili» ai loro scopi (e allora perché ad alcuni cittadini avevano espropriato circa 5000 mq. in più?) e di «vendere» al Comune tali aree in pieno centro, a 300 metri dal mare. Sarebbe potuto nascere un parcheggio, o un parco per bambini e anziani. Invece il Comune disse di non essere interessato all’acquisto, anche perché le aree non erano edificabili.
Dopo pochi mesi dalla rinuncia a comprare, il Comune ha approvato però una variante al Piano regolatore che guarda caso rende l’area edificabile, eccome, tanto che a stretto giro è stata venduta, a un elevato valore, a un noto costruttore della Riviera (recentemente alla ribalta per i collegamenti con la banca di Fiorani) che sta costruendo appartamenti, box a uso privato, e ovviamente un centro commerciale.
E le ville, i giardini, le palme, i vigneti, espropriati ai cellesi per «pubblica utilità» che il Comune di Celle almeno poteva rilevare creando un parco, magari intitolato a chi aveva dovuto subire, alla luce dei fatti odierni, un gravissimo torto? Come vedi, caro Fazio, a fronte di quanto tu dici avviene nel tuo condominio, purtroppo a Celle ci sono persone che le decisioni le prendono, eccome, ma nell’interesse di chi?
Con affetto