Quel politicamente corretto non solo ottuso ma offensivo

Gent. dottor Granzotto, i giornali ci informano che i termini «mamma» e «papà» saranno banditi per legge dalle scuole inglesi, perché politicamente scorretti. Agli alunni verrà proibito di usarli. La disposizione è finalizzata a non discriminare i bambini adottati dalle coppie omosessuali. A questo punto, auguriamoci che le coppie omosessuali possano diventare la maggioranza, affinché, per il principio della protezione delle minoranze eterosessuali, i termini «mamma» e «papà» possano ritrovare il loro posto nel dizionario.


Quello che più mi stupisce in tutta questa vicenda, caro Valentini, è che Ed Balls, il ministro dell’Educazione di Sua Maestà britannica, non sia stato fatto nero di botte da una schiera di omosessuali giustamente indignati. Vietare ai bambini l’uso dei termini «papà» e «mamma» in quanto «lesivi dei diritti dei genitori omosessuali perché danno ad intendere che esista solo una famiglia tradizionale e così facendo favoriscono le tendenze omofobiche» è infatti la via più semplice per alimentarla, l’omofobia. Balls è come quel boy scout delle barzellette che, dovendo fare la sua buona azione quotidiana, si picca d’aiutare una vecchietta ad attraversare la strada. Solo che la vecchietta non ne aveva intenzione e dunque la deve trascinare da un marciapiedi all’altro a viva forza. Così è Balls: la sua buona azione politicamente corretta l’ha fatta, ma mettendo nei guai coloro che intendeva assecondare, gli omosessuali. Dando ad intendere che sono tutti degli isterici imbecilli che al solo sentir pronunciare «mamma» o «papà» si fanno prendere dal ballo di San Vito. Quanto ai bambini, se uno di loro cresce con una coppia omosessuale non c’è bisogno dell’intervento censorio di mister Balls per fargli capire che con due papà o con due mamme, la sua non è una famiglia tradizionale.
La trovata di sostituire «papà» e «mamma» col generico parent, genitore, oltre che stupida è anche ridicola. Potrà mai un inglese che non sia ciucco di Guinness riferirsi a un Regina genitrice invece che a una Regina madre? O un inglese devoto recitare il Genitore nostro in luogo del Padre nostro? Oltre tutto «genitore» dovrebbe insolentire l’omosessuale assai più di «papà» e più di «mamma»: viene infatti da genitus, participio passato di «generare» indicando dunque colui che procrea, che dà la vita. E per farlo tocca ancora essere in due di due sessi diversi (anche se, con l’irruzione delle provette, non necessariamente congiunti). Comunque sia, non se ne farà niente, caro Valentini. I Balls (e sono tanti, attivi anche da noi) potranno sicuramente persuadere torme di gonzi a chiamare gli indiani «nativi americani» e il bastardino «meticcio», ma voglio vedere chi riuscirà mai ad imporre ad un bambino di rivolgersi alla propria mamma chiamandola parent (ma poi, cosa ci sta a fare il Telefono Azzurro?).