Quel porto d’armi rilasciato con troppa facilità

Ma com’è possibile che un uomo congedato dalle forze armate per depressione avesse tante armi in casa? Il caso di Guidonia riapre il dibattito sulla facilità di possedere delle armi. Il presidente della Società italiana di psichiatria, Miano Bassi, chiede più attenzione e frequenza nelle visite di idoneità per il porto d’armi. «Nella nostra pratica - spiega Bassi - ci rendiamo conto che non vengono valutate periodicamente e attentamente le persone che chiedono il porto d’armi e anche coloro che già le possiedono dovrebbero sottoporsi a più intensi controlli, soprattutto per coloro che ne possiedono più di una. Le condizioni fisiche e soprattutto psichiche di una persona possono variare ed è per questo necessaria più attenzione». Analoga la posizione di Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’Anfs (Associazione nazionale funzionari di polizia). Ma cosa dice la normativa sul porto d’armi? Per ottenerlo per difesa personale è necessario essere maggiorenni ed avere una «ragione valida e motivata» che giustifichi il bisogno di andare armati. L’autorizzazione, rilasciata dal prefetto, ha validità annuale. Alla richiesta si deve allegare, tra l’altro, la certificazione comprovante l’idoneità psico-fisica, rilasciata dall’Asl oppure dagli Uffici medico-legali militari o della polizia. Occorre inoltre la documentazione o autocertificazione relativa al servizio prestato nelle forze armate (è il caso di Spagnoli) o nelle forze di polizia oppure un certificato di idoneità al maneggio delle armi rilasciato da una sezione di tiro a segno nazionale. Identica procedura deve essere seguita per il rinnovo annuale.