Quel povero Grifo in mani sbagliate

Hanno deciso di togliersi dai piedi Preziosi e Gaucci. Non hanno perdonato loro i cavilli con i quali riuscirono a farsi ripescare dalla C, a imporre la B a 24 squadre, un massacro che ha dato la stura ad altri massacri. Hanno spazzato via il Perugia. E con la sentenza che ammazza il Genoa, povero Grifo perseguitato da una maledizione di tipo Tutankhamen, hanno picchiato più duro delle richieste del pubblico ministero per mettersi a vento, per avere la certezza che i prossimi quattro gradi di giudizio, due sportivi e due amministrativi, non possano alleggerire le pene più di tanto.
Il Palazzo del calcio è forte con i deboli e debole con i forti. Non appena il senatore Cecchi Gori è caduto in disgrazia, povera Fiorentina lo hanno mazziato. Non appena è caduto in disgrazia Ferlaino, hanno infierito «persino» sul Napoli che pure mille ne aveva impunemente fatte ma signò non è cosa, tengo famiglia, sono disoccupato e terremotato. E ora che è in mani potenti, il Ciuccio, gli stendono ai piedi tappeti Buchara. Non hanno infierito sulla Lazio, anzi le hanno usato mille occhi di riguardo, perché è nella Capitale, c'è Capitalia e dintorni, ci siamo spiegati. Idem per la Roma, ma vedete bene che pure per Sensi, che comunque resta una potenza tutt'altro che in disgrazia, da quando ha dato qualche segno di stanchezza sono cavoli suoi.
Io sono per la massima pulizia possibile, per l'intransigenza assoluta nel mondo del calcio, il mio mondo, quello che mi ha professionalmente fruttato la pagnotta. Io sono contro chi pretende di andare oltre i propri limiti, chi non paga le tasse, chi trucca le carte, chi cede alla demenziale e ricattatoria pressione della piazza: se non hai la forza per resistere, vattene. Per me non ci sono scuse che tengano e non accetto il qualunquistico «lo fan tutti»: primo, perché non è vero; secondo, perché non deve farlo nessuno. Fossi nei panni di Pescante, Carraro, Galliani sarei implacabile. Ma questo è il punto: «loro» possono permettersi di essere implacabili? Dov'erano quando galleggiava troppo marciume perché potesse passare inosservato? Dov'erano quando chi non pagava tasse e contributi obbligatori faceva concorrenza sleale per tutto un campionato - non per una sola partita - a chi pagava, permettendosi di mettere in campo campioni che agli altri erano negati?
Per restare a noi, sono più d'uno i padri di questa immane sciagura che ha colpito il Genoa, non escluso Cosmi - spiace dirlo - che ha portato infine alla frutta una squadra cui aveva pur fatto sommare la bellezza di 46 punti nel girone d'andata. Ma al di là delle colpe, povero Grifo che non ne può niente se capita sempre in mani sbagliate, io accetterei serenamente pure questa crudele punizione iperbolica solo se Carraro, Galliani e i maggiori responsabili degli organi di controllo di Federcalcio e Lega si dimettessero in blocco. Bisogna farla finita una volta per tutte con i controllori che se ne fregano di controllare.
P.S. Avevamo ormai fatta la bocca a un campionato di serie A con le due squadre di Genova a darsi sportivamente battaglia in omaggio a una sana, intrigante e stimolante rivalità nuovamente «in alto», come al tempo dello scudetto e della coppa Campioni della Sampdoria di Boskov e del quarto posto e della coppa Uefa del Genoa di Bagnoli, e ci fulmina l'idea che stavolta il castello fosse di sabbia. Tutankhamen, se ci sei, va' a farti fottere.