«Quel prete sogna la rivoluzione»

La faccenda dell'udienza papale al Ppe continua a far parlare o, più propriamente, stra-parlare. Lasciamo perdere le prevedibili esternazioni di Boselli, che invoca l'ennesima violazione del Concordato. «Tutto ciò è, comunque, un'aperta violazione dello spirito del Concordato che dimostra ancora una volta come questo strumento sia ampiamente superato» - ha sentenziato il leader dello Sdi. La sua è davvero un'ossessione: il Concordato lo perseguita, è diventato un incubo!
L'inossidabile don Andrea Gallo, autodefinitosi «prete da marciapiede», assicura che la notizia dell'udienza papale cui avrebbe potuto partecipare Silvio il Terribile «crea un gravissimo turbamento dei fedeli». E, questo, indubbiamente è cosa assai grave. Gesù ha avuto parole roventi per chi scandalizza i piccoli: «Meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18,6). Decisamente non ha usato mezzi termini. Ma cosa avrà detto di quando il genovese don Andrea ha distribuito preservativi, accompagnato donne ad abortire, propagandato l'uso di stupefacenti? Altro che turbamento dei fedeli! A parziale discolpa del prete barricadero della Lanterna, dobbiamo dar conto che egli precisa quanto segue: «Il mio non è un giudizio personale, ma la voce dei lontani, quella parte di credenti che sono la maggioranza nella Chiesa». Ci aspettavamo che, dopo tanti anni di attività, i suoi «lontani» si fossero fatti almeno un po' vicini.
Iniziativa senza dubbio degna di nota è, altresì, quella di tal don Paolo Farinella, anch'egli della diocesi di Genova. Il molto reverendo don Paolo ha pensato di prodursi in una lettera-appello, già inviata in Vaticano, con la richiesta che il Papa non riceva Berlusconi. Adnkronos ci informa che le adesioni a tale accorato appello sono state numerosissime: tra le prime 2420 firme sono più di venti quelle di preti e suore. Molte firme di preti e religiose provengono dalla Toscana, dalla Liguria e dalla Calabria. Ora la raccolta di autografi prosegue sulla rete.
A Genova e in tutt'Italia c'è una tale carenza di sacerdoti che per trovare un prete, anche strapelato, per confessarsi spesso bisogna prendere appuntamento, come dal medico. Trovare suore da mettere nelle corsie tra i malati è un'impresa che ha del sovrumano, per non parlare di cappellani, e dobbiamo ringraziare in ginocchio quelle suorine indiane che ancora vediamo aggirarsi tra gli infermi. Ebbene, con tutto il lavoro che ci sarebbe da fare, c'è più di uno che passa il proprio tempo a elaborare strampalati quanto vani appelli. Meno male che, tra tanti cristiani «adulti», sopravvivono ancora le vecchine che tutti i pomeriggi si ostinano a recitare il rosario in parrocchie semideserte, mentre, magari, il parroco è in ufficio a sognare la rivoluzione proletaria.