Quel racket che sfrutta le porte aperte

Oggi gli abitanti del Triboniano scendono in piazza per chiedere l’allontanamento del campo rom dal loro quartiere. Lo considerano un fattore di rischio, un serio elemento d’insicurezza, Qualche anima bella – non ne mancano mai – continuerà ad accusarli di razzismo, ma dovrebbe piuttosto riflettere sulle ultime operazioni di polizia che ha smantellato la rete di rom che sfruttavamo baby borseggiatori e mendicanti. La storia è vecchia e amara, ricorda la Londra più sordida dell’Ottocento, con tanti Oliver Twist rom, comprati e venduti, la conoscevamo e tuttavia riesce a turbarci ancora. Chi ha cuore si rattristi, chi ha responsabilità se le assuma. Una domanda è d’obbligo: che dicono le anime belle, sono sempre per la politica delle porte aperte sempre e comunque? Basta una notizia come quella del racket dei piccoli ladri a smontare tutto lo stupidario che il «politicamente corretto» sciorina in materia di solidarietà e di accoglienza. Milano è sempre stata solidale e accogliente, ma di fronte all’intensità di certi flussi migratori la generosità deve accompagnarsi a controlli efficienti, rispetto delle regole. Per aiutare chi realmente desidera integrarsi bisogna liberarlo dai criminali che percorrono il suo stesso sentiero della speranza.
La storia dei piccoli borseggiatori forzati merita di essere seguita. Sarà interessante constatare per quanto tempo staranno in cella questi rom accusati di reati gravissimi. E una volta esaurita la misura cautelare, dove andranno? Ci piacerebbe sapere come procedono le espulsioni degli immigrati comunitari pericolosi per la pubblica sicurezza. Il decreto c’è ancora?? O è come il governo che l’ha emesso, in catalessi?