Quel ragazzino è una «schiappa» che fa ridere davvero

Oltre 37 milioni di copie vendute nel mondo, un premio Andersen per il personaggio dell’anno ed ora la celebrazione cinematografica con due film tratti dalla sua serie letteraria. Jeff Kinney, autore dei volumi della saga Diario di una schiappa, non si aspettava probabilmente un successo così «planetario» delle avventure scolastiche del suo Greg Heffley, il ragazzino che racconta, attraverso una sorta di diario, il suo impatto con le scuole medie. Non male per uno che sognava di diventare disegnatore di fumetti nei quotidiani ma che, a furia di due di picche, ha avuto la giusta pensata. Voi mi dite che i miei disegni sono troppo elementari? E io mi invento un diario immaginario di un ragazzino, illustrato da fumetti, così nessuno avrà nulla da dire sulla loro qualità. Scelta azzeccata e premiata dai giovani lettori. Da ieri, nelle sale, possiamo vedere il primo adattamento su grande schermo di Diario di una schiappa e, se siete interessati, non fate passare troppi giorni per andare al cinema perché la distribuzione, in una scelta a dir poco bizzarra, ha deciso di far uscire Diario di una schiappa 2 già la prossima settimana, dimostrando, forse, di non crederci fino in fondo. Peccato, perché la pellicola, chiaramente adatta per la famiglia, diretta da Thor Freudenthal ed interpretata dal giovane e convincente Zachary Gordon, è più divertente di tanti titoli sicuramente meglio pompati ma scarsi nel produrre lo stesso quantitativo di risate. La trama racconta i disperati tentativi della «matricola» Greg Heffley di diventare, fin dal primo giorno, lo studente più popolare delle medie. Non sorprende più di tanto perché la cinematografia ci ha spiegato, a più riprese, che nelle scuole Usa non esiste la via di mezzo: o si è fichi da paura o dei nerds senza successo. I buoni propositi, però, sono destinati a fallire, nonostante la sua caparbietà e tenacia. Anzi, mentre ogni iniziativa finirà in un disastro, il suo miglior amico Rowney, pur infantile e vestito in maniera imbarazzante, diventerà famoso mettendo a rischio la loro amicizia. Naturalmente, l’happy end è dietro l’angolo ma non sottovalutate il percorso per raggiungerlo, compiuto sul sottile equilibrio che unisce la necessità di sopravvivere nei corridoi scolastici senza, però, snaturare se stessi.