Quel ragazzo è sveglio. Diventerà Sherlock Holmes

A scuola sarà stato così bravo e perspicace come appare nelle sue successive indagini? Eccelleva nelle materie scientifiche, com’è logico ipotizzare, visto l’acume con cui sbroglierà matasse intricatissime analizzando tracce di cenere o di fango? La sua misoginia non sarà l’effetto ritardato di un’adolescenziale delusione amorosa? Quando avrà incominciato a fumare la pipa? E i suoi genitori in carne e ossa (quello... «cartaceo» lo conosciamo tutti: Arthur Conan Doyle), sempre che se ne possa sapere qualche cosa, che cosa pensavano del loro figlio che immaginiamo magro ma atletico, non un Adone ma nel complesso piuttosto affascinante?
Insomma, com’era Sherlock Holmes prima di diventare Sherlock Holmes, il detective più famoso della storia della letteratura? La domanda aleggia, nello sconfinato universo dei suoi fan, dal 1887, quando il sonnolento tran tran vittoriano fu scosso dall’irrompere sulla scena di un personaggio geniale e scontroso, adrenalinico e depresso, vulcanico e riservato. Una volta varcata la soglia di Uno studio in rosso, milioni (ma ormai possiamo parlare di miliardi) di appassionati non l’hanno più abbandonato e ancora oggi, a 121 anni di distanza, si domandano: come sarà stato, prima di essere diventato così?
Ebbene, l’interrogativo è destinato a trovare una risposta. Arriverà fra un paio d’anni, quando le librerie inglesi ospiteranno le avventure del giovane Sherlock. Infatti gli eredi del grande sir Arthur hanno autorizzato la pubblicazione di una serie di libri sull’adolescenza dell’investigatore. Il quale (pare, si dice, sembra) era un tipo normale, fra amori, sport e studio. L’editrice Macmillan Children’s Books, dopo lunga trattativa, ne ha ottenuto i diritti mondiali. Un osso prelibato che non mollerà per nulla al mondo. Altro che mastino dei Baskerville...
Sarà lo scrittore Andrew Lane, 46 anni, autore e sceneggiatore di telefilm e film di fantascienza (ha firmato vari episodi di Doctor Who) a realizzare il primo prequel, cioè la prima passeggiata a ritroso nella vita dell’eroe che s’intitolerà The colossal schemes of baron Maupertuis. Ma in programma ce ne sono altre due, che comporranno la saga del detective teenager. Ambientato fra il 1865 e il 1869, quando Sherlock aveva 11-14 anni (la sua data di nascita è stata fissata dai patiti del genere al 6 gennaio 1854, basandosi su un’illazione di Sabine Baring-Gould, autore di una biografia immaginaria della creatura di Conan Doyle, secondo il quale Holmes citò due volte La dodicesima notte di Shakespeare perché corrisponderebbe alla data del suo compleanno), The colossal schemes è ambientato in India, dove il padre del ragazzo, militare, presta servizio. Un complotto internazionale corredato da una serie di omicidi sarà il... «romanzo di formazione» del futuro terrore dei criminali. «È un grande privilegio per me - ha detto Lane - essere stato autorizzato dagli eredi di Conan Doyle a realizzare una serie di libri che dovranno cercare di ricreare l’atmosfera dei suoi magnifici racconti del mistero. Cercherò di essere il più autenticamente vicino allo stile e all’ispirazione del grande e impareggiabile creatore del primo detective popolare della storia della letteratura».
Qualcuno ricorderà che, fra i molti film ispirati ai romanzi e racconti di Conan Doyle, nell’85 ne uscì uno, Piramide di paura, in cui protagonista era un Sherlock Holmes studente di college alle prese con un intricatissimo mistero che rimanda all’antico Egitto. Accanto a lui c’era già il fedele Watson, non ancora dottore, ma ben calato nella parte di «spalla». E c’era anche una dolce fanciulla, Elizabeth, che faceva palpitare il cuore del Nostro più di quanto faranno in futuro le diavolerie del professor Moriarty. Già, il genio del male. Chissà se era così cattivo, da ragazzo?