Quel romanzo d’amore che fa rimpiangere i filmini

C redo che dopo le vacanze in barca, l’altro momento capace di mettere a dura prova un’amicizia sia quello del «dai, venite, sediamoci di là che vi facciamo vedere il filmino del nostro matrimonio». È una tortura che poggia su una paziente pianificazione. Di solito parte tutto da un agguato camuffato da sorpresa, dopo cena, quando la frutta s’insinua nell’intestino mentre in testa batte solo il pensiero di un buon brandy o tutt’al più di una sigaretta. Una volta in trappola, i sadici carcerieri infieriscono domandando estasiati «eccccco, lo ricordi quel momento?» e tu che purtroppo avevi ripetutamente cercato di rimuoverlo sei costretto a riviverlo. Ma a loro, che per l’appunto sono sadici, non può bastare, per cui, subito dopo, lanciano come fosse riso del sale sulla ferita aperta e «aspetta, aspetta adesso c’è Giovanni - perché c’è sempre un Giovanni - che fa il discorso agli sposi». A quel punto non resta che urlare di quel silenzioso dolore che nessuno percepisce se non il tuo corpo che vorrebbe tornare a casa. Una sofferenza muta fatta di parecchie consapevolezze: e cioè che tutte le immagini risultano finte; e cioè che l’agenzia di video operatori avrà chiesto agli sposini più o meno trenta volte di ripetere gli stessi gesti fatti compiere ad altre decine di sposini; e cioè che cubi e dissolvenze ed effetti di transizione usati per ogni cambio immagine fanno somigliare il filmino a uno spot a basso costo di una tv privata degli anni Settanta.
Credo però che vacanze in barca e video di matrimoni saranno presto scalzati dalla hit delle prove d’amicizia dalla nouvelle vague in materia: il racconto a pagamento. Perché ora viene anche offerto il resoconto romanzato del giorno delle nozze, per di più nello stile preferito dalla coppia che può scegliere tra fumettone rosa, cronaca gossipara tipo matrimonio reale o servizio completo da magazine con rubriche annesse. Ovviamente una di queste potrebbe curarla il solito Giovanni.
Passi la prematura scomparsa dell’amico appassionato di foto o videocamere che nei matrimoni vintage, tra una lacrimuccia e l’altra in chiesa, tra un boccone e un sorso scodellava il servizio e lo donava agli sposini. Ma il mini romanzo a pagamento? Andrà a finire che la sciura Giovanna - c’è sempre anche una Giovanna ai matrimoni - non potrà più spettegolare e raccontare la cerimonia vissuta in prima persona. Il suo racconto sarà stato sostituito da una velina ufficiale con tanto di timbro matrimonializio. Ovviamente da leggere dopo cena. E dopo aver visto il filmino. Possibilmente durante una vacanza in barca.