Quel rossore sul viso non è certo timidezza

«L’Istituto Gaslini è al primo posto in Italia per i risultati della ricerca scientifica ma rischiamo anche noi il declino se il Paese non decide di investire per il cambio generazionale».
Il direttore scientifico del Gaslini, Lorenzo Moretta, ha commentato così, ieri, la conclusione della visita di due giorni del comitato scientifico esterno presieduto da Anthony Fauci direttore dell’Istituto di Malattie Infettive di Bethesda (Usa), maggiore esperto mondiale sull’Aids, che ogni anno valuta e indirizza la programmazione della ricerca dell’istituto pediatrico genovese. «Purtroppo i fondi sono sempre meno consistenti - ha aggiunto Moretta - non possiamo proprio fare paragoni con gli Stati Uniti dove hanno budget miliardari. Abbiamo ricercatori di livello mondiali ma dietro di loro non possiamo fare crescere nessuno».
«L’Italia - ha detto uno dei componenti del comitato, Sergio Romagnani, immuno-allergolo dell’Università di Firenze - ha strutture di grandissima qualità come questa, ma un problema grave, causato dalla mancanza di fondi e dalle scelte politiche, quello di non riuscire a selezionare le persone valide, perché la scelta non è basata sul merito. Non si garantisce così il ricambio generazionale. Sono molto pessimista».
Romagnani fa l’esempio del Bethesda degli Stati Uniti: «loro, non solo hanno un budget per noi astronomico di 3 miliardi di euro solo per la ricerca - ha detto - ma criteri per fare crescere i ricercatori più bravi e farli diventare produttivi. Noi li istruiamo e poi li perdiamo, e con loro perdiamo i fondi europei perchè non siamo in grado di proporre progetti competitivi».
«La politica - ha concluso Romagnani - non concepisce ancora il valore della ricerca, che è alla base dell’investimento per la sanità». D’accordo anche Fauci che ha aggiunto che «la ricerca in italiana, che ha eccellenze di livello mondiale, rischia il disastro se non investe per favorire il ricambio generazionale». «La forza del Gaslini - ha aggiunto il ricercatore - è avere scienziati di alto livello dal punto di vista clinico e della ricerca. Il punto debole è che a causa della situazione politica mancano i fondi».
Anche in America, come nel resto del mondo, «abbiamo una contrazione di fondi - ha detto ancora Fauci - ma negli Usa abbiamo grande attenzione nel fare crescere i giovani scienziati».
Il Gaslini, in particolare, «ha un gruppo di immunologi di livello mondiale da decenni - ha aggiunto il ricercatore -. Un altro gruppo che mi ha veramente impressionato per la qualità è quello di neuroradiologia connesso alla neurochirurgia. Per mantenersi ai livelli massimi però hanno bisogno di attrezzature particolari molto costose».