Quel «santo laico» troppo dimenticato

(...) È chiaro che c’è qualcosa che non funziona in tutto questo. Randazzo, instancabile, continua a sfornare esposti a raffica al Csm e al presidente della Repubblica Napolitano. Il problema, però, è che l’unico politico che ha preso carta e penna per mettere nero su bianco la sua solidarietà a Franco Henriquet per la conclusione del processo a cui, comunque, lui, santo laico, è stato sottoposto, è stato il presidente del consiglio regionale Ronzitti. Sì, Mino. L’alleato di Rifondazione. Il «comunista» berlingueriano, orgoglioso di esserlo. Quello di cui, personalmente, condivido più nulla che poco sul piano ideologico.
E ci spiace dover raccontare che, al di là dell’unanimità sugli ordini del giorno anti-spreco di farmaci, il centrodestra ligure - sempre pronto a sfornare comunicati su ogni elemento dello scibile umano, dalle nomine all’Autorità portuale alla quotazione in borsa di un’azienda - non abbia avuto la sensibilità di mettere nero su bianco la sua solidarietà a un santo, sia pure un santo laico. Un santo che ha creduto nella rivoluzione arancione e anche in quella azzurra, al punto di candidarsi nelle liste di Forza Italia per portare in Regione le sue battaglie. Invece, niente. Niente in Parlamento, niente in Regione, niente in Provincia, niente in Comune. Dove pure il gruppo azzurro, ad esempio, conta su ben quattro segretarie che potrebbero collaborare nella battitura dei comunicati. Ma lo stesso discorso varrebbe anche per tutte le altre forze della Casa delle libertà o per Enrico Musso, che pure dice la sua su swap e pensioni. Invece, niente. Forse erano troppo impegnati a discutere su chi doveva andare a nome dell’opposizione alla cerimonia di nomina a cardinale del nostro caro Angelo Bagnasco.