Quel «settembre nero» dei prodiani cominciato a una festa di matrimonio

«Galeotto» fu il viaggio il Cina, ormai si sa: Prodi avrà per sempre da ricordare il suo «13 settembre». Quel giorno, data della partenza della missione governativa in Asia, scoppiarono sia il caso Rovati-Telecom (il tentativo di pubblicizzare la rete fissa, partorito a Palazzo Chigi), sia (anche se si è saputo solo ora) la vicenda del giro in macchina di Sircana in un viale malfamato di Roma. Ma «galeotto», forse, è stato ancor prima un altro evento di quei giorni: il matrimonio dello stesso Angelo Rovati con la stilista Chiara Boni, celebrato in Campidoglio il 9 settembre scorso, 4 giorni prima della partenza per la Cina. Alle nozze del consigliere di Palazzo Chigi c’erano tutti i protagonisti dell’intrigo, in una ideale istantanea degli intrecci che li legano tra loro. C’era Prodi, testimone di Rovati, e c’era il banchiere amico Claudio Costamagna, l’altro testimone. C’era il portavoce del premier Silvio Sircana - che tre anni prima (il 12 aprile 2003), stesso luogo (Campidoglio), stesso sindaco (Walter Veltroni) e stesso testimone (Prodi) aveva convolato a nozze con Livia Aymonino, - e c’era Daneie De Giovanni, consigliere economico di Prodi, sodale del Professore fin dai tempi dell’Iri del ’93, insieme già da allora con Rovati e Sircana. E c’era pure Antonello Perricone, da pochi giorni amministratore delegato del gruppo Rcs-Corriere della Sera, che due mesi dopo avrebbe acquistato le foto della serata «storta» di Sircana senza però pubblicarle. Quello stesso Perricone che Rovati ha cercato fortemente di portare, per conto di Prodi, alla direzione generale della Rai. C’era infine, tra gli altri, anche Franco Bernabé, che oggi sembra essere il candidato prodiano delle banche che sono tornate a puntare su Telecom. Insomma un gruppo di vecchi amici riuniti per le nozze di uno di loro. Manager e politici alle prese con la spartizione della quota di potere (maggioritaria) che l’attività di governo consente nel pubblico. E a volte anche nel privato.