«Quel terreno frana» Il no di via Piombelli ad un nuovo palazzo

Dopo dieci anni di «stand-by» torna a far discutere il progetto di costruzione di due palazzi in via Piombelli.
In breve la storia: vent'anni fa, nel 1988, era stato richiesto, mediante specifica osservazione all'allora nuovo piano regolatore, che quest'area fosse definita come «satura» sotto il profilo edificatorio, conformemente a quanto disposto per tutta la zona cittadina collinare di Certosa di cui fa parte la via in questione. Nonostante ciò venne confermata l'edificabilità addirittura sulla base di parametri posti dalla normativa precedente. Nel 1998 viene proposto ed approvato un progetto per la costruzione di due palazzi, un parcheggio e cinque box coperti. Gli abitanti di via Piombelli però, tramite una mozione presentata dal consiglio circoscrizionale in cui vengono poste in evidenza le preoccupanti ed innegabili instabilità idrogeologiche della zona, chiedono, e ottengono, un ripensamento per quanto concerne l'approvazione definitiva del progetto.
La striscia di terreno sulla collina di Rivarolo, che attualmente è coltivata, continua, nonostante tutto, ad essere edificabile e gli abitanti di via Piombelli non possono dormire sonni tranquilli visto che è stato recentemente presentato un nuovo progetto che ricalca quasi esattamente il precedente e che, pare, sarebbe sul punto di ottenere l'autorizzazione a procedere.
Durante le feste natalizie è stato costituito, tramite raccolta firme da parte dei residenti della zona, un comitato spontaneo cui hanno aderito circa 300 persone: gli abitanti chiedono, in una lettera indirizzata al Sindaco, all'assessore e al responsabile del settore edilizia privata e al presidente del consiglio circoscrizionale che non venga consentita un'ulteriore cementificazione della collina, tanto più che la zona «sussiste inoltre una seria problematica idrogeologica: nell'area interessata dai lavori ci sono una sorgente e alcuni pozzi, che interferiscono con le edificazioni previste. (...) Il movimento franoso, che pare interessare tutta la collina e che ha già provocato evidenti fessurazioni a carico della abitazioni circostanti all'area d'interesse, sarebbe inoltre destinato ad aggravarsi a seguito della realizzazione di palificate per il contenimento dei muri e degli edifici».
Gli abitanti lamentano il disinteresse da parte dell'amministrazione locale in generale, e dal sindaco in particolare, per i problemi di una zona abitata da moltissimi elettori di questa maggioranza. Qualcun altro propone la realizzazione di «giardini pensili» facilmente raggiungibili anche dagli abitanti di Rivarolo sostenendo, a buona ragione, che nella zona non esistono altre zone verdi e che questa striscia di terreno rappresenta l'unico polmone di tutto il quartiere.