Quel tragico volo di ricognizione

Italo Balbo (Ferrara, 6 giugno 1896), uno dei quadrumviri della Marcia su Roma, fu nominato il 6 novembre 1926 segretario di Stato all’aviazione con il compito di organizzare la neocostituita Regia Aeronautica. Il 19 agosto 1928 divenne maresciallo delle Forze Aeree e il 12 settembre 1929, a soli 33 anni, ministro dell’Aviazione (all’epoca era il più giovane ministro europeo). Negli anni seguenti guidò due voli transatlantici. Nel primo, del 1930, partì con 12 idrovolanti Savoia-Marchetti S.55A da Orbetello alla volta di Rio de Janeiro. Nel secondo (1 luglio - 12 agosto 1933) invece, guidò 25 idrovolanti nella trasvolata di andata e ritorno da Roma a Chicago. Il governatore dell’Illinois, il sindaco e la città di Chicago riservarono ai trasvolatori un’accoglienza trionfale, e a Balbo venne intitolata una strada, tutt’oggi esistente, la Balbo avenue. Un simile successo rischiava di mettere in ombra lo stesso Mussolini. L’improvvisa nomina di Balbo a Governatore generale della Libia, dove venne trasferito nel gennaio 1934, fu quindi considerata da molti un tentativo di allontanarlo dai gangli del potere. Dopo lo scoppio della guerra mondiale, Balbo, in visita a Roma, espresse ripetutamente malcontento e disaccordo con il Duce riguardo l’alleanza militare con la Germania. Il 28 giugno 1940, mentre era di ritorno a Tobruk dopo un volo di ricognizione, il suo aereo venne abbattuto dalla contraerea italiana. Un «incidente» che destò ovviamente moltissimi dubbi.